Poggio al Lupo, l’olio che unisce Bergamo e Toscana

Dice un vecchio proverbio che olio aceto pepe e sale fanno buono uno stivale. A rendere “buonissimo” un tratto di costa di quel Paese a forma di  Stivale immerso nel Mediterraneo conosciuto anche come Italia (per l’esattezza il tratto dove l’antico borgo di Campiglia Marittima miscela, come nel miglior “condimento” che si possa immaginare, l’arte e la cultura del medioevo con la bellezza di una natura non contaminata dai secoli e con il fascino delle vicinissime spiagge e del mare San Vincenzo, Follonica, Torremozza o Carbonifera) può bastare invece solo l’olio.  O, meglio, l’olio extravergine Poggio al Lupo, frutto di una passione per la coltivazione dell’ulivo che affonda le proprie radici negli anni 60.  È in quegli anni, infatti, che  un turista innamorato della Toscana, Amanzio Longaretti, fratello del noto pittore Trento Longaretti, acquista un podere all’isola d’Elba, nel comune di Capoliveri. Con le olive che circondano la cascina  inizia a trasformare in realtà il suo sogno di sempre: produrre olio.  Una piccola produzione, giusto per avere una scorta per la famiglia, per avere un regalo personalissimo da fare agli amici a Natale o per particolari ricorrenze. Ma quelle bottiglie sono davvero particolari perché non contengono solo i profumi e i sapori (nelle prime annate a dire la verità un po’ troppo acidi..) della spremitura delle olive: quelle bottiglie emanano anche un concentrato di passione per quell’attività, destinata a  contagiare chi gli sta vicino. Come  suo nipote, Francesco Raffaelli, 41 anni, i cui l’amore per gli ulivi, i suoi frutti e il suo “nettare” crescerà a tal punto con gli anni da spingerlo a far  crescere (ma non troppo) la produzione, per commercializzare quell’olio divenuto nel frattempo, a suon di “esperimenti”, sempre più buono. Oggi è proprio lui Francesco Raffaelli, 44 anni, l’ex bambino che adorava guardare nonno Amanzio armeggiare con quell’oro verde, a guidare l’azienda nata da quell’amore e a commercializzare un olio ottenuto spremendo i frutti di piante secolari di varietà Frantoio, Moraiolo, Leccino e Pendolino che da secoli impreziosiscono il panorama delle colline a un tiro di schioppo da dove il nonno era “partito”. Nella piccolissima località proprio di Campiglia che ha dato il nome all’azienda: Società agricola Poggio al Lupo. “Una località meravigliosa immersa in ulivi altrettanto straordinari, esattamente  come quelli che da bambino vedevo affacciandomi dalla cascina acquistata da mio nonno a Capoliveri”, ricorda Francesco Raffaelli sfogliando virtualmente l’album dei ricordi impresso nella memoria. “Anni in cui arrivavano i primi turisti sull’isola ed era semplice e abbordabile acquistare grossi lotti di terreno. Su un lotto di circa se ettari si cominciò a coltivare ulivi e viti. e la sera, a tavola, a parlare con i contadini che si prendevano cura del podere di potature, tempistiche della spremitura… Per circa 30 anni la raccolta a Capoliveri è stato motivo di incontro e scambio di opinioni tra amici, agronomi e semplici appassionati del vero olio di oliva toscano. L’olio allora era oggetto di regali natalizi agli amici più cari, fra cui in particolare degli amici americani che venivano a trovarci puntualmente ogni anno per poi ripartire per gli Stati Uniti con le valige stipate di bottiglie d’olio imballate in modo precari, con i rischi di fare veri disastri pur di riuscire a portarsi a casa il nostro prodotto”. Una produzione rimasta a livello “familiare” fino al 2010 quando Francesco Raffaelli, oltre all’isola dell’Elba, ha cominciato a frequentare la Val di Cornia che si trova immediatamente a sud di Bolgheri noto per i suoi vini famosissimi nel mondo. “La comune grande passione per il mare mi aveva permesso di iniziare a frequentare, diventandone poi grande amico, Fulvietto Pierangelini, titolare del ristorante il Bucaniere. Nelle lunghe e frequenti cene passate insieme a San Vincenzo, Fulvietto mi ha trasmesso una passione ancora più profonda per questa terra fatta di dolci colline e borghi medioevali”, ricorda sempre Francesco Raffaelli.  “Un giorno per caso mi segnala una proprietà in vendita nel comune di Campiglia Marittima: è bastata una brevissima visita per innamorarmene e decidere di acquistare 15 ettari di terreno collinare. Il podere e i due casali facenti parte della proprietà antica dimora del precedente proprietario erano abbandonati da molti anni, così come i terreni circostanti e gli alberi: solo dopo un accurato e laborioso lavoro di ripristino e pulizia ci siamo resi conto della straordinaria bellezza di queste piante”. L’anno successivo l’azienda si amplia ulteriormente con l’acquisto di una proprietà confinante di circa tre ettari, dove sotto la guida di un esperto agronomo, viene impiantato un uliveto nuovo. “Nel 2013 la prima spremitura: i risultati sono incoraggianti e la qualità dell’olio subito molto buona. Iniziamo ad effettuare vendite di piccoli lotti di bottiglie in Canada, Russia, Germania e Svizzera, sempre utilizzando canali di passaparola tra amici. Sempre con l’aiuto dell’agronomo che ci segue costantemente, decidiamo di impostare un tipo di coltivazione che non prevede l’uso di disinfettanti chimici e in particolare fertilizzazioni fogliari con prodotti naturali a base di alghe. Tutto questo perché essendo noi i primi utilizzatori dell’olio, vogliamo garantire alle nostre famiglie e ai nostri sei bambini il massimo della genuinità del prodotto. La raccolta delle olive avviene mediante “brucatura” manuale, successiva frangitura a freddo con mezzi meccanici entro 24 ore dalla raccolta presso il frantoio del consorzio Terre dell’Etruria del quale siamo soci. Nel 2015 abbiamo ottenuto la certificazione IGP Toscano che permette al consumatore di poter risalire all’intera filiera del prodotto. Il raccolto 2016 presenta un buon contenuto polifenolico che conferisce all’olio sapori piccanti e amaro di intensità media tipica dell’olio toscano; l’olio non viene filtrato per garantirne inalterate le proprietà organolettiche. Ora il nostro prossimo progetto è la realizzazione di un frantoio all’interno dell’azienda per controllare in modo totale il ciclo di produzione e la qualità del prodotto”. L’olio viene distribuito direttamente, senza intermediari da: Società agricola Poggio al Lupo Tel: 347 3970850 info@poggioallupo.it

Testo realizzato da Baskerville Comunicazione & Immagine srl.

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