Casinò di S. Pellegrino, fate una puntata anche con la roulette ferma

Fare una puntata può avere diversi significati. Per esempio fare una scommessa, oppure fare una piccola deviazione per visitare una località. Nel caso di San Pellegrino Terme ha significato, in passato, entrambe le cose. Raggiungere la località, e in particolare il suo Casinò. Oggi degno di una "puntata" anche da chiuso, edificio capace di attirare, con la sua architettura, migliaia di visitatori, così come del resto altre attrazioni del centro della valle Brembana. Già, perchè se è vero che è sufficiente pronunciare il nome  San Pellegrino per richiamare alla mente un'acqua minerale simbolo del Made in Italy nel mondo, un ambasciatore del lusso che ha saputo imporsi sul mercato anni orsono e che può vantare una qualità estremamente apprezzata all’estero, tanto da averlo reso uno status symbol, è altrettanto certo che San Pellegrino, in realtà, è molto di più … E’ una località termale della bassa Valle Brembana che ha conosciuto fasti dei quali sono rimasti splendidi esempi architettonici. Tutto ebbe inizio agli inizi del secolo scorso, allorché alcuni investitori lombardi videro nello sfruttamento delle proprietà benefiche dell’acqua il presupposto per la costruzione di una nuova San Pellegrino, orientata a divenire una città termale mondana, lussuosa ed esclusiva. A tale scopo andavano costruiti edifici accattivanti e lussuosi le cui progettazione e costruzione, nonché le decorazioni, andavano affidati alle mani esperte di artisti di comprovata fama.

Qui soggiornavano il barone Rotschild, i principi Borghese e Gonzaga,  la regina Margherita

San Pellegrino Terme divenne allora un centro di rinomanza internazionale, il luogo adatto ai convegni diplomatici, al soggiorno di illustri personalità politiche, di artisti e di finanzieri tra cui Pietro Mascagni, il barone Rotschild di Vienna, i principi Borghese e Gonzaga, i conti Dal Verme e Melzi D’Eril, la regina Margherita di Savoia e tanti altri personaggi di spicco, loro contemporanei.

... attratti dalle cure termali e dal fascino dello stile Liberty...

La corrente artistica in voga al tempo e che rappresentò il primo modo in cui la società industriale cercò di darsi un'estetica, trovando ispirazione nella natura e nelle forme vegetali, fu definita in Italia “stile Liberty” mentre in altre nazioni europee si espresse con modalità e denominazioni differenti: “Art Noveau” in Francia , “Jugendstil” in Germania, “Secessione” in Austria, “Modernismo” in Spagna e “Modern Style” in Gran Bretagna. In Italia il Liberty trovò nell'architettura e nelle decorazioni degli interni degli edifici il maggiore veicolo di espressione e si manifestò nell’esaltazione dei linee che richiamavano il mondo floreale. Uno degli edifici più riusciti e ben conservati, rispetto ai pur sempre apprezzabilissimi esempi del suddetto stile presenti a San Pellegrino, e oggi considerato uno tra i veri e propri gioielli liberty di tutta Europa, è il Casinò municipale che, in seguito a un’opera di restauro avvenuta negli anni scorsi, è, a tutt’oggi, la struttura maggiormente fruibile da parte del visitatore. 

... e magari per tentare la fortuna alla roulette

Non sembra assolutamente azzardato l’accostamento tra due importanti esponenti di questi nuovi stili. Mentre l’architetto Romolo Squadrelli stava indirizzando, tra il 1904 ed il 1906, le sue energie alla buona riuscita del magnifico Casinò di San Pellegrino Terme, nello stesso periodo, Antoni Gaudì, il maggior rappresentante del Modernismo catalano, si stava prodigando nell’edificazione della celeberrima “Casa Batllò” di Barcellona, considerata la sua opera più emblematica dopo la Sagrada Familia.Il Casinò (o Kursaal, come veniva definito allora) nacque come una struttura polivalente in grado di offrire ai propri ospiti la possibilità di ascoltare buona musica, di leggere e di tentare la fortuna con il gioco d’azzardo. Eccellente esempio della bellezza che lo stile Liberty poteva raggiungere, ciò che colpisce, non appena varcata la preziosa soglia d’ingresso, è l’enorme vestibolo nel quale si elevano otto splendide colonne di marmo rosso di Verona: sulla sinistra e sulla destra si aprono due sale con soffitti in pregiato legno scolpito con decorazioni in oro e bronzo.

Lo scalone che introduce al Casinò lascia a bocca aperta...

Tutto l’insieme sembra voler spingere l’attenzione del visitatore verso il centro della struttura dove si erge, in tutto il suo splendore, il magnifico e monumentale scalone d’onore. Letteralmente “da lasciare senza fiato”, esso accoglie bellezze artistiche di rara perfezione. L’ampia gradinata in marmo, le balaustre finemente lavorate e decorate con splendide statue bronzee, rappresentanti quattro gruppi allegorici, non possono che attirare l’attenzione anche sul più piccolo particolare.. 

... e lascia immaginare quando lo salivano uomini e donne elegantissimi

Salendo lo splendido scalone, l’aura è tale da far tornare alla mente immagini di donne, magnificamente abbigliate in sontuosi abiti di seta, e di uomini, in lussuosi abiti, che si dirigono al piano superiore, considerato quello nobile, per raggiungere le sale da gioco e il Salone delle feste. Il tutto in un ambiente leggero, positivo, sereno e lussuoso.

Le decorazioni interne, i mosaici, le balaustre e le porte furono studiate con puntigliosa perfezione e raffinata eleganza dallo Squadrelli mentre l’artista del ferro realizzò i grandiosi pilastri che sorreggono lampadari artistici di raffinata eleganza. Nell’insieme, l’occhio del visitatore viene attratto dalle dorature splendenti nel gioco delle luci e dei riflessi provenienti dalle vetrate policrome, dalla pregevole realizzazione compositiva di dodici pannelli del soffitto che simboleggiano i mesi dell'anno e dagli altorilievi decorati a stucco. Assolutamente degne di mota le sculture lignee raffiguranti figure femminili avvolte in leggeri panni.

La facciata è un fantastico insieme di altorilievi in pietra e affreschi

Una volta tornato all’esterno, al turista si presenta in tutta la sua magnificenza la fantastica facciata, decorata con altorilievi in pietra artificiale, gruppi allegorici, mascheroni, busti umani, putti, motivi floreali in abbondanza e artistiche lanterne in ferro, su cui si eleva un grande pennone in ferro battuto sorretto da telamoni, simboli della fatica umana. Alla base si trovano affrescati cervi volanti, farfalle e altri richiami naturalistici che riprendono le caratteristiche delle arti in voga in quegli anni. Insomma, quando, qualche anni prima, Giosuè Carducci aveva definito la località di San Pellegrino Terme “un luogo per malati di vescica” non avrebbe mai pensato che, pochi anni dopo, sarebbe divenuta una località termale in grado di competere con le più affermate stazioni idroterapiche d’Europa.

Qui hanno girato film come Primo amore e Le due vite di Mattia Pascal

Tornando a tempi più prossimi a quello attuale, va ricordato che le sale del Casinò, avendo mantenuto l’affascinante atmosfera della Belle Époque, sono state scelte per l’ambientazione di due pellicole di importanti registi italiani: “Primo amore” di Dino Risi, girato nel 1978 e interpretato da Ugo Tognazzi e Ornella Muti e “Le due vite di Mattia Pascal” di Mario Monicelli, realizzato nel 1984, interpretato da Marcello Mastroianni. Indimenticabile, inoltre, il più recente spot pubblicitario in cui, per dimostrare la resistenza di una valigia di una famosa marca italiana, viene scaraventata lungo i gradini del meraviglioso scalone che abbiamo imparato a conoscere. Dopo una serie di acrobazie, di giravolte e di colpi, la valigia arriva intatta sul pavimento.
La storia del Casinò potrebbe tranquillamente rappresentare l’esemplificazione di un noto proverbio secondo cui chi non risica non rosica. Chi ha avuto il coraggio e la determinazione di rischiare investendo, ha regalato al territorio gioielli dall’atmosfera fiabesca che, non tutti sanno, sono frutto di un azzardo.

Ecco l'associazione che vi guida nel tempo fino alla Belle Époque

Le visite al Casinò di San Pellegrino sono a cura dell’associazione “Oter: Orobie tourism, experience of real”. E-mail: associazioneoter@gmail.com

Testo realizzato da Elisabetta Longhi per www.ilmadeinbergamo.it 

 

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