Giampaolo Giardina, l’orafo che possiede
due mani d’oro e una fantasia di platino…

Il complimento più bello che potesse mai ricevere gliel'ha rivolto un'anziana cliente: "Lei ha davvero le mani d'oro". Il che, per un artigiano orafo, è davvero il massimo. Ma Giampaolo Giardina, titolare del negozio laboratorio che porta il suo nome in via Torquato Tasso 91 a Bergamo, non  va solo fiero delle sue mani. Anche, anzi soprattutto, della sua testa, della sua fantasia, della sua creatività che gli hanno consentito e gli consentono di progettare e realizzare gioielli, assolutamente rari ed esclusivi.

L'autodidatta che ha reso preziosi anche i metalli più poveri

Ma di un'altra cosa Giampaolo Giardina va fiero: della sua capacità di "costruirsi" da solo il proprio lavoro, di essere stato completamente autodidatta: dopo aver interrotto (per la disperazione del padre, Giuseppe, insegnante elementare e della madre, Maria Antonietta Salvoni, professoressa di educazione artistica),  gli studi in agraria, Giampaolo Giardina ha infatti cominciato, più  per curiosità  che altro, a realizzare ed esporre i suoi primi lavori in metalli non preziosi nei mercatini in Sardegna e all’isola d’Elba, luoghi per i quali ha sempre nutrito un amore viscerale. Ottenendo risultati inaspettati, capaci di convincerlo che  la strada intrapresa era quella giusta. La via più naturale e incline al suo modo di essere, quella che aveva cominciato a percorrere, inconsapevolmente, quando, da bambino, assorbiva dalla madre, tra i libri di scuola e i dipinti da lei stessa acquerellati, le forme creative della bellezza dell’estetica, la ricerca artistica, la scioltezza inventiva,  la brillantezza luminosa dei colori, la fantasia e l’armonia.

Un "maestro" di Valenza Po gli ha insegnato i segreti della cera

Il grande passo è avvenuto nel 1978, quando Giampaolo Giardina ha aperto il suo primo spazio espositivo in piazza Angelini, seguito, nel 1980, dall'inaugurazione del laboratorio-negozio in via Broseta, partendo da semplici realizzazioni in argento, oro e pietre dure e utilizzando la tecnica della fusione in osso di seppia. Guidato da un modellista di Valenza Po, Giampaolo Giardina ha sviluppato una propria tecnica di modellazione della cera per microfusione. La sua continua ricerca stilistica sperimentale e selettiva lo ha portato a distaccarsi dal concetto classico di gioiello, lasciando il suo segno personale, generato da una estrosità unica.

Il segreto più prezioso? Unire alle pietre preziose titanio, ebano, resine...

La sua grande capacità e forza è quella di unire alle pietre preziose, materiali alternativi, dal titanio al ferro, dall’ebano a legni più pregiati, da materiali naturali a resine sintetiche. La forma, la creatività e la tecnica diventano vere protagoniste dei suoi gioielli e l’unione di materiali diversi li esalta rendendoli unici, non convenzionali e originali. I gioielli di Giampaolo Giardina sono gioielli d’arte, gioielli-scultura di gran classe. E, proprio per questo, sono spesso unici e irripetibili.

... ma anche saper fondere la ricerca con l'esperienza più antica

"L'importante è affiancare alle esperienze di ricerca, tipiche dell’arte contemporanea, quelle esperienze artigianali che molti sottovalutano o forse conoscono superficialmente e considerano semplici operazioni manuali, ma che invece si rifanno a una precisa matrice culturale che è nell’operato degli artigiani del passato", ama spiegare Giampaolo Giardina che dell’artigianato orafo continua ad adottare le tecniche tipiche: il progetto materializzato con l’esecuzione delle cere, la fusione e la cesellatura.

Quei gioielli? Sono sculture. Anzi, architetture...

Il prodotto finale si differenzia nella concezione strutturale: piani sfalsati, textures, geometrie riconducibili alla scultura  e all’architettura, piani di transizione tra i volumi a volte netto e a volte percettibili. In questo modo l'artigiano dalle mani d'oro e dalla fantasia di platino riesce a "comunicare il proprio sentire, la presenza attraverso una produzione totalmente avulsa da implicazioni di moda o gusto, il suo filtrare da esperienze diverse, da attente osservazioni, dalla capacità di scindere e collegare ciò che lo circonda. Una filosofia che Giampaolo Giardina ha seguito anche quando ha voluto mettersi una volta di più alla prova, aprendo  una fonderia artistica (che tre anni dopo ha lasciato  per l’effettiva difficoltà di seguire negozio e fonderia) occupandosi della formatura, realizzazione della cera e fusione in bronzo di modelli realizzati da noti scultori bergamaschi come Gregorio Cividini, Carlo Previtali,Gianni Grimaldi, Elia Ajolfi, Piero Cattaneo, Giancarlo Defendi e da artisti di livello internazionale quali Bruno Romeda e Robert Courtright. Due chiari esempi sono il portale della chiesa di Santa Brigida  e la statua di Papa Giovanni XXIII collocata nella Curia Vescovile di Bergamo.

L'arte orafa può essere  frutto di molte discipline diverse

Un'esperienza che gli ha fornito nuovi stimoli creativi che Giampaolo Giardina ha saputo concretizzare nelle successive linee e collezioni di gioielli, ma che ha saputo trasmettere anche ai suoi "alunni" nei nove anni in cui ha insegnato le tecniche dell’arte orafa presso il suo atelier in via Broseta. Una vita senza mai un attimo di pausa creativa (ha esposto nella ex galleria d’arte “Fumagalli” a Bergamo; ha partecipato a “Contemporary, giovani stilisti” a Milano; ha collaborato con l’artista milanese Topy Labris alla “Free Art” a Milano (i suoi gioielli fotografati da Fabrizio Ferri per la prima pagina del calndario Voge L'Oreal in collaborazione con Monica Coppola ,Milano) e partecipato a “Le vie dell’oro collettiva”, omaggio a Lorenzo Lotto a palazzo della Ragione; e, ancora ha collaborato con i Ferrario Freres all’istallazione “La donna, il corvo e il pane” al giardino Tresoldi in città alta ed ha esposto “Zoolitica” alla galleria circolo culturale Giapponese di Milano)  quella di Giampaolo Giardina, l'artista dalle mani d'oro. O se preferite, l'artista il cui  intento "è quello di ristabilire quella reale funzione che l’orafo dovrebbe avere nella salvaguardia della professione stessa frequentemente svilita da risultati più immediati, forse economicamente più vantaggiosi, ma sicuramente sterili e spessissimo frustranti” , come ha affermato lo scultore Elio Bianco.

Chi ama il mare s'innamora profondamente dei suoi gioielli

Un'altra frase che Giampaolo Giardina, grande appassionato del mare, nonché di navigazione a vela e di natura (“Dalla natura collection” è una curiosa collezione dedicata ai suoi figli e ispirata alla Sicilia, presentata presso il suo negozio-laboratorio in via Torquato Tasso 91 a Bergamo nel 2007, mentre l’ultima “collezione amoremare” è stata ospitata all’hotel San Rocco di Scanzorosciate nel maggio 2010), custodisce fra i ricordi più preziosi della sua attività.

Testo realizzato da Baskerville srl Comunicazione & Immagine per www.ilmadeinbergamo.it

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