Ci sono scommesse che hanno ottime chances di successo e altre decisamente più rischiose, o addirittura destinate a condurre inevitabilmente a perdere. A quale di queste categorie appartiene la scommessa fatta dal sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, che ha “puntato” sul taglio degli orari in cui è possibile “giocare” nelle ricevitorie con l’obiettivo di vincere la partita contro la ludopatia, contro il pericolo che ci si possa rovinare la vita al gioco? Difficile dirlo. Più facile invece ipotizzare che la “puntata” del primo cittadino difficilmente possa “pagare”. Per una serie di ragioni. Premesso che l’obiettivo resta validissimo, è la formula scelta a destare perplessità. Non poter giocare dalle 12 alle 14 o dopo le 19 è davvero un rimedio? Oppure gli effetti collaterali potrebbero essere addirittura peggiori della cura? Alcuni esempi? Il primo: chi è “malato” di gioco, impossibilitato a farlo a Bergamo, non salterà in auto per precipitarsi in […]