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“Ciao, scusa. Ti ho inviato per errore un codice. Potresti mandarmelo?”

Oppure:

“Scusa, credo di aver inserito il tuo numero per sbaglio. Ti è arrivato un SMS con un codice?”

Sono messaggi apparentemente innocui, spesso scritti in modo gentile e senza alcuna richiesta di denaro. Eppure dietro quelle poche parole si nasconde una delle truffe più diffuse degli ultimi anni.

Quel semplice codice numerico che arriva tramite SMS o notifica sul telefono viene infatti utilizzato come sistema di sicurezza per verificare la vostra identità. Ed è proprio per questo che finire nelle mani sbagliate può diventare molto pericoloso.

Come funziona la truffa

Nella maggior parte dei casi tutto inizia con un contatto apparentemente normale.

Il truffatore può fingere di essere:

un amico;
un conoscente;
un compratore online;
un operatore;
oppure qualcuno che ha “bisogno di aiuto”.

Nel frattempo tenta realmente di accedere a un vostro account inserendo il vostro numero di telefono. A quel punto il sistema invia automaticamente il famoso codice di verifica a 6 cifre.

Ed è proprio qui che arriva il tentativo di raggiro.

Con una scusa qualsiasi il truffatore cerca infatti di convincervi a comunicare quel codice:

“Te l’ho inviato per errore”
“Mi serve per verificare il profilo”
“È solo una conferma”
“Mandamelo subito”

Se la vittima comunica il codice, il truffatore può completare l’accesso e prendere il controllo dell’account.

Perché molte persone ci cascano

Il problema è che questi codici fanno ormai parte della vita quotidiana digitale:

WhatsApp;
Google;
Facebook;
Instagram;
banche;
SPID;
email;
servizi online.

Molte persone li ricevono continuamente e finiscono per sottovalutarne l’importanza.

In più i truffatori fanno leva su:

fretta;
confusione;
pressione psicologica;
apparente normalità della richiesta.

Ed è proprio questa combinazione a rendere la truffa particolarmente efficace.

I segnali che devono far sospettare

Ci sono però alcuni dettagli che possono aiutare a riconoscere situazioni sospette.

Bisogna fare attenzione soprattutto quando:

qualcuno chiede codici ricevuti via SMS;
viene creata urgenza;
la richiesta sembra poco chiara;
arriva pressione per rispondere subito;
si insiste nel chiedere il codice.

Anche se il messaggio sembra arrivare da una persona conosciuta è sempre bene fermarsi a verificare.

Cosa fare in questi casi

La regola più importante è semplice:
quel codice non dovrebbe mai essere comunicato a nessuno.

Nemmeno:

amici;
familiari;
banche;
assistenza tecnica;
corrieri;
aziende.

Quel codice serve esclusivamente al proprietario dell’account.

Per ridurre i rischi è importante:

non condividere mai codici OTP;
attivare la verifica in due passaggi;
controllare sempre chi sta scrivendo;
richiamare direttamente la persona in caso di dubbi;
interrompere la conversazione se qualcosa sembra strano.

Anche pochi secondi di attenzione possono evitare il furto di un account.

Una truffa sempre più diffusa

Negli ultimi anni il furto di account WhatsApp, email e profili social attraverso codici di verifica è diventato sempre più frequente. E proprio perché molte di queste richieste sembrano normali e innocue, conoscere questi meccanismi può fare davvero la differenza.

E se avete ricevuto messaggi sospetti o tentativi di truffa simili, potete segnalarli alla redazione di IlMadeInBergamo.it per contribuire ad informare anche altri lettori.