Se è vero che dare il benvenuto a un neonato è “per certi versi qualcosa di assoluto, più vero e coinvolgente di qualsiasi altra esperienza offra la vita”, come ha affermato una scrittrice americana, beh, Agnese Scaburri è una donna fortunatissima perché questa straordinaria esperienza ha avuto modo di viverla migliaia di volte. Già, perché in 45 anni di attività nel suo negozio di abbigliamento per bambini, La Dolce Età di Calcinate, ha collezionato probabilmente un record mondiale di “benvenuti” dati a piccolissimi e piccolissime clienti portati spesso da giovanissime e inesperte mamme alle quali lei non ha dato solo il benvenuto, ma anche piccoli grandissimi consigli.

Tutine dei neonati? Non prendetele “più grandi perché dureranno di più”

“A iniziare”, come esordisce sorridendo, “da quello che credo di aver ripetuto davvero migliaia di volte e non solo a neo mamme, ma anche a parenti, amici venuti in negozio per acquistare un regalo per celebrare il lieto evento: “non acquistate tutine più grandi per farle durare di più. Perché in molti pensano sia la soluzione perfetta, ma moltissimi poi scoprono che non era così….”. Uno dei tanti preziosissimi suggerimenti offerti, sulla base di un’esperienza “cresciuta” nei decenni dietro il bancone del negozio e ulteriormente impreziosita dal fatto d’essere mamma di due figli, da una “consigliera” chiamata spessissimo anche a fare da “mediatrice” fra mamme e figlie ormai ragazzine e “non più disposte”, come aggiunge ridendo questa volta probabilmente al ricordo di qualche “scena” vissuta in diretta, “ad accettare senza proferir parola le scelte dei genitori.

Le parole d’ordine in età da asilo sono praticità e comodità

Mamme, ma anche papà, che per i propri figli ancora piccoli non devono certo sentire il loro parere, e che oggi prendono ogni decisione basandosi sempre più sulla praticità e la comodità, soprattutto in età da asilo scegliendo capi facili da indossare, mentre quando la cliente è una ragazzina di 14 anni o giù di lì, capita spesso di dover assistere a vere e proprie trattative, perché oggi le ragazzine hanno idee molto precise e vogliono assomigliare alle adulte. Le mamme cercano un compromesso tra gusto, età e praticità, e il mio ruolo è proprio quello di aiutare entrambe a trovare un punto d’incontro”.

Decenni d’esperienza aiutano anche ad abbinare i desideri di madri e figlie-ragazzine

Missione portata quasi sempre a termine nel migliore dei modi, grazie a un’esperienza unica come quella che può possedere solamente chi ha vestito due e in qualche caso perfino tre generazioni di bambini. Una considerazione che fa viaggiare nel tempo Agnese Scaburri, fino alla nascita – mai termine fu più indicato – dell’attività. “Che all’inizio si chiamava Prima Età, ma che poi ho deciso di modificare, dopo aver scoperto che esisteva una normativa secondo cui, se nella stessa provincia esisteva già un’attività con lo stesso nome, si rischiava una sanzione, in Dolce Età, un nome che mi è sempre sembrato perfetto per raccontare il mondo dei bambini.

Quanto dura la dolce età? Se è misurata in abbigliamento fino a 16 anni

Una “dolce età” che, nel nostro caso, dura dalla nascita fino ai16 anni visto che vestiamo neonati, bambini e ragazzi accompagnandoli in tutte le fasi della crescita fino appunto a quell’età”. Individuando, spessissimo, al volo i capi più adatti…

L’occhio di chi vende coglie al volo la taglia ma anche cosa starebbe bene e cosa no

“Gli anni non passano invano e l’esperienza maturata conta moltissimo”, riprende il filo del discorso Agnese Scaburri, “perché permette di “vedere” subito il giovane cliente: la corporatura, la taglia giusta, cosa può star bene indossato e cosa no. E le neo mamme, soprattutto le più giovani, non solo accettano volentieri i consigli, li cercano, chiedendo informazioni sulle misure, ma anche sui materiali, su cosa serve davvero e cosa invece rischia di non essere utilizzato”.

Il tempo può cambiare ogni cosa ma non la qualità della materia prima

Già, misure e materiali, con questi ultimi che dall’apertura nel 1980 a oggi sono cambiati e non poco. “Il mio consiglio è quello di scegliere sempre e comunque cotoni di qualità, materiali delicati e adatti alla pelle del neonato. Per l’asilo si punta su praticità, comodità e capi facili da indossare. Crescendo, soprattutto dai 10-11 anni in poi, l’attenzione all’estetica diventa invece fondamentale e spesso subentra anche l’interesse per il marchio. Oggi i ragazzi, e soprattutto le ragazze, vogliono sentirsi “grandi” molto prima rispetto al passato.

La lana è quasi scomparsa, sostituita dai cotoni caldi in inverno

Tornando ai materiali, la lana è quasi scomparsa, sostituita da cotoni caldi in inverno e leggeri in estate. Ma molte altre cose sono cambiate: basti pensare che quando ho iniziato, per esempio, il body da neonato non esisteva: si usavano magliettine in lana o cotone. Oggi i capi sono molto più pratici, regolabili, facili da lavare e pensati per il comfort del bambino”.

Abiti da cerimonia? Sì, ma a condizione che siano riutilizzabili

Una comodità e “facilità” nel vestirsi cresciuta a scapito dell’eleganza? “Nel quotidiano la comodità è diventata fondamentale, la parola chiave, ma l’eleganza non è sparita: semplicemente è diventata più pratica. Anche per le cerimonie oggi si scelgono capi belli ma riutilizzabili, comodi e meno “rigidi” rispetto al passato. Un esempio? Oggi le bambine scelgono spesso tailleur con pantalone, mentre nei maschietti vanno molto giacche sportive abbinate a t-shirt. E il classico papillon è quasi scomparso. Per il quotidiano invece i capi più richiesti sono tute, felpe, pantaloni comodi”.

Sarabanda, il marchio che ha fatto la storia per più generazioni

Capi d’abbigliamento che nel negozio di Calcinate mostrano loghi sui quali sono impressi i nomi di brand come Mayoral, Sarabanda, NeroGiardini, Minibanda, Guess, Alice Pi e Retour: se lei fosse obbligata a indicarne in particolare uno, che magari ha“fatto la storia”? “Sarabanda, un marchio che veste tutte le età e ha accompagnato generazioni di bambini”.

Internet mostra il capo, ma solo provarlo fa capire se è davvero giusto

Marchi che le “nuove generazioni” spessissimo scelgono in Internet…. “Noi vendiamo anche online e soprattutto durante il Covid è stato fondamentale. E grazie all’esperienza, non abbiamo praticamente mai avuto resi. Ma conoscere i bambini e le loro esigenze resta un valore aggiunto che l’online da solo non può sostituire. L’e-commerce è un supporto più che un concorrente e nel nostro settore il consiglio personalizzato fa ancora la differenza”. Uno straordinario esempio di come “abbinare” passato e presente….