Tutto parte da un teatro. Siamo nel primo Dopoguerra, le nazioni di mezzo mondo si  preparano per incrociare nuovamente le armi alla ricerca di una gloriosa quanto inutile supremazia spinte da movimenti politici autoritari, mentre la cultura si sforza di trovare la sua capacità di espressione. Mancano, magari, i presupposti sociopolitici, ma non gli spazi. È in questo periodo che Bergamo festeggia la nascita di un nuovo teatro, inaugurato il 24 dicembre 1927 con La figlia di Iorio, di Gabriele D’Annunzio e intitolato a Eleonora Duse,  l’attrice simbolo del teatro moderno che di D’Annunzio era stata compagna in una tribolata […]