Un vecchio proverbio afferma che per ogni riccio c’è un capriccio. Un modo di dire che conosce meglio di chiunque altro Leandro “ Leo” Ferrari, titolare di una trattoria che porta proprio quel nome –  Risol, che in dialetto bergamasco vuol appunto dire ricciolo, e  che dal bisnonno fondatore dell’attività ha ereditato l’arte cucinare piatti in grado  di far sì che ogni cliente potesse togliersi ogni capriccio a tavola, soddisfacendo la propria voglia di assaporare le migliori ricette. Dagli antipasti, ai primi e ai secondi fino ai dolci, rigorosamente fatti in casa, i cui segreti si sono tramandati attraverso quattro generazioni, a partire proprio dal bisnonno Giuseppe, soprannominato Risol proprio per la testa riccioluta, per arrivare al pronipote che a quell’antica tradizione ha voluto e saputo “abbinare” l’innovazione, mettendo in tavola, nel caratteristico oltre che storico locale di Dorga, frazione di Castione della Presolana, piatti capaci di fondere passato e presente. Il segreto in cucina? Condire la tradizione con la fantasia “Con un occhio rivolto “alle  nostre radici ma guardando anche  alle esigenze delle persone di oggi”, come esordisce Leo Ferrari, la cui “missione” è quella di mettere in tavola ogni volta  “una selezione particolarmente pregiata di pietanze tipiche della cucina bergamasca, ma sempre declinate secondo ricette originali e fantasiose, in grado di coniugare, appunto, la tradizione con l’innovazione”. Piatti come i  ravioli e i risotti, i  brasati e stufati, le carni alla griglia che fanno bella mostra sul  menu, “aperto” da una selezione di salumi da leccarsi i baffi e […]