Ricevere una multa non fa piacere a nessuno. Ricevere la notifica via Sms può rendere il dispiacere ancora più pesante. Già, perché dietro quel messaggio ricevuto che parla di infrazioni stradali, e che viene spontaneo aprire immediatamente per scoprire dove è stata presa, a quanto ammonta, si può nascondere un tentativo di “rubare” del denaro. Come dimostrano i moltissimi Sms che d mesi stanno circolando proprio segnalando presunte violazioni del Codice della strada e invitando a consultare i dettagli tramite un link che a una prima occhiata possono sembrare credibili, per esempio utilizzando frasi come “Secondo la registrazione della targa è presente un’infrazione stradale. Vi preghiamo di prendere visione dei dettagli.” E con – a rendere il tutto ancora più credibile – all’interno del messaggio un collegamento che porta a un sito apparentemente istituzionale con tanto di servizio di notifiche digitali denominato “Send“. Anche in questo caso una prima occhiata la pagina può sembrare credibile e istituzionale, ma si tratta sempre in realtà di una copia realizzata per indurre l’utente a fidarsi, convincendolo a proseguire nella navigazione con la richiesti di alcuni dati personali fino alle informazioni necessarie per effettuare il pagamento della presunta sanzione. Quali informazioni vengono richieste (e non devono assolutamente mai essere fornite)? Dati anagrafici ed estremi di un documento personale; indirizzo email e numero di telefono; dati della carta di credito, compreso il codice di sicurezza, per poter così prelevare soldi.
Nel messaggio non cìè il numero del verbale contestato? Qui gatta ci cova
Ci sono alcuni dettagli che dovrebbero mettere in allarme: per esempio la mancanza dell’indicazione di un ben preciso numero di verbale. Ma a far drizzare le “antenne” ci sono anche l’invito a “cliccare immediatamente”, cosa ovviamente da non fare mai evitando con cura anche di inserire qualsiasi dato personale , effettuare pagamenti, contattando l’ente indicato nel documento (ovvero chi avrebbe “emesso la sanzione”) per verificarne l’autenticità.