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“Possiamo sentirci su WhatsApp?” Una frase apparentemente normalissima, che oggi compare sempre più spesso in annunci online, marketplace, offerte di lavoro, prenotazioni, social network. Un “passaggio da una modalità a un’altra”, apparentemente innocuo , che in realtà rappresenta spesso uno dei momenti chiave di molte truffe online moderne. Ma perché i truffatori insistono così tanto per spostare rapidamente le conversazioni su WhatsApp?

“Passare a un “ambiente” più privato in realtà serve ai truffatori solo per sfuggire ai controlli

Per la semplice ragione che molte piattaforme online oggi possiedono sistemi di sicurezza, controlli automatici e strumenti di segnalazione che possono limitare o bloccare attività sospette, per cui i truffatori cercano quasi sempre di uscire il prima possibile dai marketplace “veri e legali”, dai siti di annunci, dalle chat ufficiali, dalle piattaforme di prenotazione, portando la conversazione su WhatsApp dove il controllo diventa molto più difficile. Per poi chiedere di inviare un link, un pagamento, dati personali in un “ambiente” che molte persone percepiscono come più familiare e “privato”. Uno strumento, WhatsApp, che ormai fa parte della vita quotidiana di milioni di persone,  piattaforma utilizzata con amici, parenti, colleghi e clienti, e che proprio per questo tende a trasmettere una sensazione di fiducia, con il rapporto che sembra più diretto, la situazione più autentica, e le difese che istintivamente si riducono.  Esattamente quello che vogliono  truffatori che spesso, per convincere la vittima a spostarsi su WhatsApp, scrivono frasi tipo “Qui non riesco a parlare bene,“È più comodo”. Come reagire a una simile richiesta?  La cosa migliore è cercare di mantenere la conversazione all’interno delle piattaforme ufficiali il più possibile. Inoltre, i caso di dubbi, è importante: non cliccare link ricevuti via chat; non comunicare codici OTP; verificare sempre identità e pagamenti; diffidare da chi mette fretta; interrompere la conversazione se qualcosa sembra strano.