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“Possiamo sentirci su WhatsApp?”

Una frase apparentemente normalissima, che oggi compare sempre più spesso in:

  • annunci online;
  • marketplace;
  • offerte di lavoro;
  • prenotazioni;
  • social network.

E proprio quel passaggio, che a molti può sembrare innocuo, in realtà rappresenta spesso uno dei momenti chiave di molte truffe online moderne.

Perché i truffatori insistono così tanto per spostare rapidamente le conversazioni su WhatsApp?

Come funziona la truffa

Molte piattaforme online oggi possiedono sistemi di sicurezza, controlli automatici e strumenti di segnalazione che possono limitare o bloccare attività sospette.

Per questo motivo i truffatori cercano quasi sempre di uscire il prima possibile:

  • dai marketplace;
  • dai siti di annunci;
  • dalle chat ufficiali;
  • dalle piattaforme di prenotazione.

Una volta portata la conversazione su WhatsApp, il controllo diventa molto più difficile.

A quel punto iniziano:

  • richieste più dirette;
  • invio di link;
  • pressioni psicologiche;
  • proposte di pagamento;
  • richieste di dati personali.

E tutto avviene in un ambiente che molte persone percepiscono come più familiare e “privato”.

Perché molte persone ci cascano

WhatsApp fa ormai parte della vita quotidiana di milioni di persone. È una piattaforma utilizzata con amici, parenti, colleghi e clienti, e proprio per questo tende a trasmettere una sensazione di fiducia.

Quando una conversazione passa su WhatsApp:

  • le difese si abbassano;
  • il tono diventa più personale;
  • il rapporto sembra più diretto;
  • la situazione appare più autentica.

Ed è proprio questo che i truffatori cercano di ottenere.

In molti casi il trasferimento della conversazione avviene quasi subito, spesso con frasi semplici come:

  • “Scrivimi su WhatsApp”
  • “Qui non riesco a parlare bene”
  • “Ti mando il link lì”
  • “È più comodo”

I segnali che devono far sospettare

Ci sono però alcuni dettagli che possono aiutare a riconoscere situazioni rischiose.

Bisogna fare attenzione soprattutto quando:

la persona insiste subito per uscire dalla piattaforma;
vengono inviati link sospetti;
si chiede di effettuare pagamenti veloci;
arrivano richieste di dati personali;
si crea urgenza senza motivo.

Anche il semplice cambio di piattaforma può diventare parte della strategia.

Cosa fare in questi casi

La cosa migliore è cercare di mantenere la conversazione all’interno delle piattaforme ufficiali il più possibile.

In caso di dubbi è importante:

non cliccare link ricevuti via chat;
non comunicare codici OTP;
verificare sempre identità e pagamenti;
diffidare da chi mette fretta;
interrompere la conversazione se qualcosa sembra strano.

Anche pochi minuti di verifica possono evitare problemi molto seri.

Una tecnica sempre più diffusa

Molte truffe moderne non iniziano con messaggi aggressivi o richieste strane, ma con conversazioni apparentemente normali e rassicuranti. Ed è proprio questa normalità a renderle particolarmente pericolose.

Per questo motivo conoscere questi meccanismi e parlarne può aiutare molte persone a riconoscere il pericolo in tempo.

E se avete ricevuto messaggi sospetti o tentativi di truffa simili, potete segnalarli alla redazione di IlMadeInBergamo.it per contribuire ad informare anche altri lettori.