Nella “Smorfia napoletana”, vera e propria “bibbia” per chi vuol giocare i numeri al lotto basandosi sul significato di una parola, magari sognata, il 47 è il numero della truffa. Così abbiamo deciso di chiamare “Ilmadeinbergamo47” la nuova rubrica ideata per aiutare i lettori navigatori, soprattutto non giovanissimi e più colpiti dai truffatori, a capire come agiscono i criminali online, come funzionano le “trappole” seminate attraverso telefonini e computer, quali segnali devono mettere in allarme e, soprattutto, cosa fare per non diventare l’ennesima vittima. Una rubrica che vuol essere un “pronto soccorso antitruffa” contro un fenomeno sempre più dilagante (con 559 milioni di euro sottratti tra il 2022 e il 2024, 51mila interventi della Polizia postale nel 2025 e 94mila segnalazioni ricevute dal Commissariato on line) anche in Bergamasca dove i “messaggini” inviati da chi si “camuffa” in rete, magari da banca o da assicurazione per rubare dati sensibili, o avverte di un falso incidente accaduto a un tuo familiare, non si contano più. Un nuovo servizio offerto ai lettori per essere sempre più al loro servizio. Invitandoli a segnalare eventuali casi di cui sono rimasti vittima inviando una e mail all’indirizzo pietro@bask.it
Truffa 1 /Foto e video che stanno per scomparire per sempre dalle “memorie” digitali
Ci sono paure che si perdono nella notte dei tempi e altre recentissime, nate dal mondo che si è evoluto, dalla tecnologia che lo ha cambiato – spesso in peggio – e addirittura stravolto. Aggettivo quest’ultimo perfetto per “mostrare” l’espressione e lo stato d’animo di chi abbia appena ricevuto una e mail o una notifica che lo avverte che “il suo spazio cloud è esaurito“. Ovvero che l’archivio in un server remoto al quale accediamo online è andato a farsi benedire. Il che, tradotto, significa addio foto, video, documenti, messaggi… Semplicemente terribile per una generazione di persone nate e cresciute senza probabilmente mai riflettere che un giorno tutto questo potrebbe “crashare” e che loro, forse, senza sapere “come si faceva una volta” potrebbero vedersi crollare il mondo addosso. Un’ipotesi, terribile, ma pur sempre un’eventualità, anche se remota.
Inserire la password? No, grazie, prima faccio un po’ di verifiche…
Alla realtà appartiene invece il fatto che e mail e notifiche che avvertono della prossima “morte” di ogni memoria tecnologica, dello svuotamento della “cassaforte virtuale” i cui è custodita una fetta della propria vita sotto forma di mega, giga e tera byte, stanno diventando sempre più la “norma” per milioni di persone. Tutte unite da un comun denominatore: essere state presa di mira da malviventi tecnologici che sfruttando proprio una delle paure più “virali” dell’era digitale, perdere appunto fotografie, video e ricordi personali salvati sul telefonino o nel cloud, spingono le vittime a cliccare rapidamente su un link. Perchè? Per la semplicissima ragione che cosi facendo, spingendo chi ha ricevuto il messaggino a inserire password e magari altri dati sensibili, a partire da quelli bancari, avranno gettato le basi per costruire l’ennesima truffa, peraltro semplice da realizzare. Già, perché ai cybercriminali basta segnalare che lo spazio cloud è esaurito o che l’account è in scadenza; o ancora che il backup non è aggiornato o che c’è il rischio di cancellazione delle foto; o semplicemente invitare a digitare problemi di sicurezza e chiedere di attivarsi per risolvere “subito” il problema effettuando l’accesso e aggiornando i dati o, ancora, acquistando spazio aggiuntivo o confermando un pagamento. E il gioco è fatto, soprattutto se i siti utilizzati dai truffatori sono molto simili a quelli originali e possono così trarre facilmente in inganno.
I segnali d’allarme e le contromosse per far scattare subito le difese
Quali sono segnali che devono mettere in allarme e quali le contromosse per difendersi. Risposta alla prima domanda: indirizzi email strani; link sospetti; minacce di cancellazione immediata; richieste di password o dati bancari; richieste urgenti; errori grammaticali, tenendo sempre presente che Apple e Google non chiedono mai password complete tramite email o Sms. Seconda risposta: non cliccare i link ricevuti; non inserire dati personali; verificare direttamente dall’app ufficiale; controllare lo spazio cloud dalle impostazioni del telefono, e, nel dubbio, cambiare comunque la password.
Truffa 2 / La voce di tuo figlio ti chiede aiuto, ma è falsa, l’ha creata l’Intelligenza artificiale
Il telefonino squilla e sul display appare il nome di tuo figlio. Una telefonata inattesa (magari perché l’avevi sentito da poco o perché è in vacanza e quando è al mare con gli amici figuriamoci se si ricorda della mamma….). Ma non è quello ad allarmarti: a farlo è il tono della sua voce, agitata, spaventata. A trasformare poi definitivamente l’apprensione in panico sono quelle poche parole: ho bisogno che mi aiuti subito”. Parole che a una madre possono far perdere perfino la lucidità, al punto da “correre” immediatamente in soccorso del figlio, facendo cose che, a mente lucida, non farebbe mai. Come, per esempio, effettuare subito, con l’Home banking, quel bonifico chiesto, “urgentissimo” salvo poi “, aspettare la nuova chiamata con cui il figlio ha promesso di “spiegare tutto….)
La richiesta è di fare un bonifico urgente o dare contati a chi suonerà fra poco? La risposta è sempre no
Bonifico (come qualsiasi altro “aiuto” offerto, magari dando direttamente del denaro contante “a un “amico fidato” che verrà a prenderli fra pochissimo”) destinato a rivelarsi una truffa. Già, perché all’altro capo del telefono non c’era il figlio, ma solo la sua voce, perfettamente uguale anche se falsa: creata dall’intelligenza artificiale capace di fare quello che nemmeno i più celebri imitatori avrebbero potuto compiere. Già, perché è questa la faccia peggiore della nuova tecnologia, che ha fatto compiere ai delinquenti più preparati in materia un enorme “salto di qualità”, lasciandosi alle spalle le vecchie email scritte male, con errori ortografici, senza i loghi magari della banca (falsa) che ti sta chiedendo di rispondere fornendo alcuni dati sensibili solo per copiarli e usarli per entrare nel tuo conto corrente e svuotarlo. Roba di pochissimo tempo fa ma destinata, grazie – o meglio, per colpa – all’Ia, a sembrare preistoria, rivoluzionando gli scenari fino a sfiorare la fantascienza. Ma sempre con lo stesso finale, antico come il mondo: una truffa. Portata a termine per di più senza alcuno sforzo visto che bastano pochi secondi per generare un audio, ma anche un video, capace di far fare a un genitore tutto quello che si vuole.
Non lasciare che l’emozione abbia il sopravvento sul ragionamento…
Basando tutto sull’aspetto emotivo, sulla sua paura, sulla sua volontà di fare qualcosa subito per evitare il peggio. Sul fatto che, nella stragrande maggioranza dei casi, “abbasserà le difese” proprio perchè coinvolta c’è una persona cara. Perché la reazione emotiva arriva prima del ragionamento. Parola quest’ultima, destinata ad avere un ruolo assolutamente fondamentale per non cadere nella trappola. Già, perché in questi casi, la primissima cosa da fare è riflettere. Soprattutto se la voce afferma che è urgente, che occorre agire subito, senza fornire troppi dettagli sull’emergenza, se la chiamata è brevissima. E “rizzando” ancor di più le antenne se la voce è invece di un estraneo, “intervenuto a soccorrere un tuo familiare”, come avrà probabilmente detto. Come reagire nel migliore dei modi?
… respira profondamente, richiama da un altro numero e chiedi una cosa che solo lui può sapere
Innanzitutto facendo qualche profondo respiro e contando almeno fino a 20. E poi richiamare direttamente, utilizzando un altro numero, un familiare o amici che potrebbero essere con lui o averlo visto da poco; rivolgere una domanda personale alla quale solo lui potrebbe rispondere (Un esempio? Come ti sei procurato la cicatrice che hai sulla gamba destra appena sopra il ginocchio?, magari inventando la ferita di sana pianta…). E, soprattutto, non effettuare mai il pagamento immediato richiesto. Un vecchio detto afferma che a pagare si è sempre in tempo… Vecchio, ma validissimo per bloccare le nuovissime truffe tecnologiche….