Si scrive Ebitral, si legge un preziosissimo aiuto per chi cerca una possibile soluzione a diversi tipi di problemi economici e sociali nel settore dell’autotrasporto. Soluzioni che l’Ente bilaterale trasporti e logistica (nato dalla volontà della Fai, Federazione autotrasportatori italiani, e delle organizzazioni sindacali Filt – Cgil, Fit – Cisl e Uil trasporti di Bergamo di svolgere, come si legge nello statuto,
Boxing Team Bergamo, sempre più donne salgono
sul ring. Per imparare a essere e “sentirsi” più forti
“Vola come una farfalla, pungi come un’ape”: la celebre frase usata dal “re dei re” del pugilato, Muhammad Ali, per raccontare il proprio stile di combattimento, è nata sul ring ma ha presto oltrepassato i confini delimitati dalle “corde”, trasformandosi in una metafora per indicare la capacità di affrontare le sfide e le difficoltà della vita. Magari con la stessa leggerezza e l’agilità che solo Muhammad Ali sapeva mettere in scena sul ring, con movimenti talmente rapidi da consentirgli di schivare i colpi pronto, in un battibaleno, a reagire con prontezza, sferrando i suoi, diretti, ganci, uppercut, tanto precisi quanto potenti, capaci di mandare l’avversario ko. Come può accadere per una puntura di un’ape. Il segreto è imparare a volare come una farfalla e a pungere come un’ape “Vola come una farfalla, pungi come un’ape”: un motto diventato una “lezione di vita” che David Arsuffi tecnico federale Fpi (federazione pugilistica italiana) e fondatore dell’associazione sportiva dilettantistica “Boxing Team Bergamo”, è pronto a insegnare ogni giorno nella propria scuola di pugilato di via Ghislandi, ai propri allievi ma anche allieve diventate sempre più numerose nel tempo. A una donna la boxe non insegna solo a “parare colpi” di un possibile aggressore… Ragazze e donne di ogni età desiderose d’infilare i guantoni per scoprire come vincere le sfide sempre più difficili da affrontare, non solo sul “piano fisico” (imparando anche a parare i colpi portati dal terrificante aumento di violenze proprio sul quello che una volta veniva chiamato “il sesso debole”) ma […]
Valle dei Mulini, una camminata attraverso il tempo fra scenari da canyon e pozze con storie fantastiche
Se state cercando una passeggiata tranquilla da fare da soli o in compagnia, e che vi faccia sgranare gli occhi, un’ottima meta è Rusio, minuscolo borgo sopra Castione della Presolana con stradine strette e case in pietra e legno. Nel minuscolo borgo il tempo sembra davvero essersi fermato Una piccola frazione di Castione della Presolana (occhio che i posti auto sono davvero pochissimi e si riempiono subito, meglio arrivare presto o lasciarla un po’ più sotto a Castione) che sembra rimasto fermo nel tempo, che conserva ancora tutto il fascino delle vecchie contrade agricole delle Orobie. Un esempio perfetto di architettura rurale, con i vicoli in ciottolato che partono dalla chiesetta di San Giacomo che risale al Quattrocento e, anche se è stata ritoccata nel tempo, ospita all’interno un altare in legno attribuito alla scuola del Fantoni. L’antico lavatoio diventava anche il “negozio” dove acquistare latte, farina… Appena oltre la chiesetta si arriva in una piazzetta dove c’è il vecchio lavatoio. Un tempo questo era il punto di ritrovo del borgo, dove si commerciavano latte, grano e farina. Da qui si aprono diverse stradine: verso nord si va verso Bratto e Dorga, mentre seguendo il sentiero che si addentra nella valle, costeggiando il torrente, si raggiunge la Valle dei Mulini e la chiesetta di San Peder (San Pietro), edificio romanico costruito su un dosso panoramico, posto perfetto per scattare una foto da cartolina: da qui infatti la Presolana si mostra in tutta la sua maestosità, dominando la valle con le sue […]
Rotonda di San Tomé, i misteri che custodisce
sono l’opera di angeli oppure di demoni?
Monaci, pellegrini e cavalieri intenti a pregare in un luogo semioscuro, circondati da canti gregoriani, animali fantastici, figure demoniache ed angeliche, croci e strani simboli alle pareti. L’atmosfera mistica e misteriosa che, tra il X ed il XIII secolo, si respirava negli edifici di culto doveva essere più o meno questa. Siamo in pieno Medioevo e il periodo artistico, espresso soprattutto attraverso l’architettura sacra, è quello del Romanico. Ampiamente diffusa sul territorio italiano, l’arte romanica ha trovato rispondenza nella Bergamasca con varie definizioni architettoniche che non solo primeggiano in ambito regionale e nazionale, ma sono anche in grado di suscitare l’interesse di estimatori di ogni parte del mondo. Tra di esse spicca, per particolarità e unicità, la Rotonda di San Tomé di Almenno San Bartolomeo, a una manciata di chilometri da Bergamo. Immersa in un ambiente naturale e arroccata sul dirupo creato dal Tornago, il torrente che scorre a valle, San Tomè (o Ecclesiae Sanctae Tomei) appare immediatamente al visitatore come un edificio assolutamente non comune, grazie alla sua forma circolare a tre piani concentrici sovrapposti che si restringono dal basso verso l’alto. Tuttavia è l’osservazione dei dettagli a far comprendere
Formaggio di Branzi, se è così amato dai
grandi chef una ragione ci deve pur essere
In passato Enrico Cerea, figlio di Vittorio e oggi uno dei più rinomati chef italiani, nel suo Relais da Vittorio, a Brusaporto, l’ha proposto con polenta di castagne, tuorlo d’uovo e crostini al burro di nocciola. Fabrizio Ferrari, del Roof Garden Restaurant, paradiso del palato posto, non a caso, in vetta all’hotel San Marco, ne ha fatto una spuma e degli sciatt (delle frittelle tipiche della valtellina) da abbinare a un budino di cardo crudo. Chicco Coria, indimenticabile campione dei fornelli dell’Antico Ristorante del Moro, l’ha scelto invece per creare delle irresistibili cialde di formai de mut al tartufo. Cinque grandi cuochi l’hanno scelto per creare nuove ricette Ma c’è anche chi, come Ezio Gritti, dell’Osteria di via Solata, in Città Alta, ne ha fatto quasi un dolce, abbinando il Branzi FTB fresco e invecchiato con fichi, salsa al caffè e vaniglia. O, ancora, chi, come Francesco Gotti, chef del ristorate Bobadilla Feeling club di Dalmine, ci ha fatto un tiramisù dell’alpeggio bergamasco, con biscotti di farina saracena e patè d’olive. Modi diversissimi ideati da grandi chef per portare in tavola un prodotto, il Formaggio di Branzi, che milioni di buongustai apprezzano ogni giorno più semplicemente così com’è: nella “versione” fresco o stagionato, prodotto esattamente come oltre mezzo secolo fa quando, nel 1953, Giacomo Midali, casaro di Branzi, fondò la Latteria Sociale, riunendo molti piccoli produttori dalle cui “coldere” uscirono le prime forme di quel particolare formaggio che i soci denominarono Branzi. Il sapore delicato del Branzi fresco invecchiando diventa […]
Castello di Urgnano, i suoi passaggi segreti
guidano attraverso un mondo di misteri
Il fascino dei passaggi segreti che conducevano nel cuore della fortezza, dove aveva la sua residenza il signore, quello dei trabocchetti che proteggevano il nucleo del castello e i suoi abitanti, e poi il mistero del ritratto di un uomo dalla lunga barba, fatto forse a Leonardo da Vinci che sarebbe stato ospite di Ludovico il Moro proprio per studiare il sistema difensivo della struttura, fra i più inattaccabili del tempo. Sono solo alcuni dei motivi per visitare la Rocca di Urgnano, magnifica e imponente costruzione nata con funzioni difensive, trasformata in castello dai Visconti e destinata, nella sua lunghissima storia, a ospitare re, regine e vari personaggi illustri tra i quali, molto probabilmente, anche il genio di Vinci. Un maniero in grado di far viaggiare i visitatori nel tempo, fino al lontanissimo 1016 quando, secondo un’antica pergamena conservata nella biblioteca civica di Bergamo, esisteva già un castello a Urgnano. La posizione in cui sorge la Rocca fu sicuramente determinata da scelte strategiche in quanto si trova in pianura all’incrocio tra due importanti vie di comunicazione: la strada “Francesca”, che ancora oggi unisce Milano a Brescia, e la “Cremasca” che congiunge Bergamo a Crema. La Rocca venne contesa aspramente tra varie illustri famiglie, tra le quali gli Hohenstaufen (di cui fu illustre membro Federico I detto il Barbarossa) che la cedettero ai Visconti. Passò poi agli Sforza, alla Repubblica di Venezia e al condottiero bergamasco Bartolomeo Colleoni che, a sua volta, la vendette al suo segretario Abondio Longhi. Fu infine acquistata da una […]
Museo Tino Sana, l’arte della falegnameria
ha fatto sbocciare dal legno autentici capolavori
Nessuno meglio di un falegname può raccontare il legno. Chi è abituato a guardarlo, impugnarlo, levigarlo e dargli forme sempre diverse, lo conosce come nessun altro, sa seguirne perfettamente le venature e scioglierne i nodi. Poi può decidere di tenere per sè tutte le sue conoscenze oppure di condividerle con gli altri. Condividere la passione e l’amore per la materia viva, ma anche la perseveranza e la fatica che stanno dietro la sua lavorazione. Tino Sana ha scelto questa strada. Lui, per i pochi che non lo sapessero, è stato il falegname bergamasco per eccellenza, capace di affascinare tutto il mondo realizzando, attraverso la sua azienda di Almenno San Bartolomeo, arredamenti su misura per qualsiasi interno: ufficio, hotel, negozio, nave da crociera. Poche aziende bergamasche sono così famose nel mondo Uno straordinario “manipolatore” di linee ed “esploratore” di forme, capace di realizzare, con la certosina precisione di chi è abituato a destreggiarsi fra lime, sgorbie e pialle, il suo sogno imprenditoriale. “Costruendo” una delle aziende bergamasche (e italiane) più famose nel mondo, per poi realizzare il suo desiderio più profondo: raccontare il legno e la sua storia. È nato così, nel 1987, il Museo del Falegname, tributo a uno dei mestieri più antichi e belli della storia dell’uomo. È nato, originariamente, in un piccolo spazio ricavato nella reception della Tino Sana Srl, straordinario biglietto da visita per chiunque si fosse rivolto all’azienda. In principio era una semplice raccolta di oggetti scovati dallo stesso Tino Sana e da alcuni fidati collaboratori. […]
Dressing Piuma, la sartoria sociale capace perfino
di ricucire gli strappi più grandi della vita
Nella piccola sartoria, con la vetrina affacciata a metà di via Divisione Tridentina a Bergamo, si tagliano e si cuciono stoffe per realizzare un nuovo capo d’abbigliamento, si “allargano” o “stringono” giacche e pantaloni, si rammendano strappi in camice e maglioni. Ma nella stanza adibita a laboratorio dalla Dressing Piuma srl, “sartoria sociale”, come sottolinea subito l’amministratrice Alessandra Gabriele che l’ha creata “nel 2024 come società benefit per fornire un sostegno in più all’associazione di promozione sociale La Terza Piuma aps”, si fa molto di più: si ricuciono le ferite subite da donne che hanno subito maltrattamenti o peggio, da giovani e anziani “fragili”, spesso in difficoltà nel “ritagliarsi” una professione, un futuro. Imparare un mestiere aiuta le persone più fragili a ritagliarsi un futuro migliore… “Strappi nel cuore e nell’anima” che vengono rattoppati proprio imparando un mestiere, quello del sarto, lavorando fianco a fianco con altre persone cui il destino non ha risparmiato spesso fatica e sofferenza, ma anche con compagno di lavoro, e straordinario insegnante, un “asso” del taglio del cucito, un sarto oggi in pensione che, venuto a conoscenza delle finalità di quella piccola – ma sotto l’aspetto umano grandissima -sartoria, non ha esitato un solo istante a offrirsi volontario per trascorrere una mezza giornata con le sue allieve e allievi, per mettere a disposizione la propria arte, la propria esperienza. … soprattutto se a insegnare c’è un grandissimo sarto, dalle mani e dal cuore d’oro Lui, “il sarto dalle mani e dal cuore d’oro”, come è […]
Passeggiando alla scoperta di Bergamo e di nuove opportunità per fare shopping, trovare servizi….
Girando alla scoperta della provincia di Bergamo potresti fermarti per una sosta ed entrare….
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Prezzi al distributore IP in via Ghislandi 36 (BG) il giorno 10/04/2026
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Con questa rubrica vogliamo raccontare il mondo nerazzurro in ogni sua sfaccettatura, portandovi a scoprire anche le curiosità più insolite e i "fuori programma" che ne segnano il percorso, come le stranezze di un calendario che "dimentica" un esonero. Un viaggio tra cuore e cronaca, per conoscere da vicino l’anima e le vicende più autentiche della Dea.
Ci sono molti modi per raccontare una città, per far conoscere la sua anima, la sua evoluzione e i segreti celati dietro ogni angolo. Uno dei più potenti è farlo attraverso l'immagine, uno scatto capace di fermare il tempo e ricordare luoghi, monumenti e veicoli. Con questa rubrica "Bergamo d'Epoca: Angoli Nascosti e Memorie Trasformate", proponiamo una collezione di scatti storici: vi riporteremo tra i binari dei vecchi tram, in frazioni diventate quartieri, davanti ad edifici scomparsi e in prati diventati città. È un viaggio emozionante per riscoprire il volto più intimo e a volte sbiadito di luohi dimenticati di Bergamo.
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Ex Monastero di Astino
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Parco dei Colli
Il paradiso in terra minacciato dall'inferno di cemento della nuova strada
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Aldo Descrovi
l’ex pilota che si è messo in testa di dover proteggere la sicurezza dei motociclisti
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Ci sono molti modi per raccontarsi, per far conoscere la propria attività, la propria offerta, commerciale o professionale, ma anche la propria storia, la propria esperienza, la propria professionalità, la propria passione. Uno di questi modi è farlo attraverso un video capace di moltiplicare esponenzialmente la visibilità di ogni attività anche grazie all'utilizzo dei social network…
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Questo spazio è dedicato a chiunque voglia suggerire agli amministratori possibili iniziative per migliorare la vita di tutti i cittadini
A chi, bollette alla mano,
dimostra che ha bruciato, illuminato e quindi inquinato meno
Su un sito dedicato al mondo del mattone, dal nome decisamente simpatico, casavuoisapere.it, un signore che si chiama Vincenzo Vecchio e che da sempre si occupa di case (scrivendone su Il Sole 24 Ore)
Leggi l'articoloProfessionisti
Scegliere a quale professionista (dall'artigiano, come può essere un elettricista, un idraulico o un falegname all'avvocato, al commercialista ma anche al medico....) affidarsi per un lavoro in casa o in ufficio, una pratica complicata, o magari per un problema serio di salute, non è sempre facile. Il madeinbergamo ha deciso di aiutare i propri lettori selezionando, sulla base di un'esperienza personale e dunque i una conoscenza “diretta” o, su segnalazione di operatori del settore, alcuni nominativi.
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Fabbri, falegnami, vetrai, imbianchini, idraulici, elettricisti, parquettisti e piastrellisti, installatori e manutentori d’impianti di riscaldamento o raffrescamento, impianti antifurto o domotici, antennisti, professionisti nel trattamento di cotto, parquet e marmo, nelle disinfestazioni, del giardinaggi… Chi cerca un artigiano per eseguire lavori in casa, in ufficio, in negozio qui può trovare un’ampia offerta…
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