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Bike Park di Ghisalba, pedalare nel verde è così
bello da far “impennare” il numero di chi lo fa

Bike Park di Ghisalba, pedalare nel verde è così <br/> bello da far “impennare” il numero di chi lo fa

Se dovesse essere stilata una classifica delle associazioni ciclistiche che hanno “percorso più strada”, probabilmente la Mtb Ghisalba salirebbe sul podio. Già, perché la sua “partenza” risale addirittura al 1959, su iniziativa di alcuni ragazzi del paese decisi a creare un gruppo di appassionati di due ruote. Biciclette, all’epoca, da strada, sostituite dalle nuove mountain bike negli anni 2000, quando Pietro Ravelli, fondatore ed ex presidente, ha avuto l’intuizione di “aggiornare” l’attività della società, per stare al passo con i tempi. Scelta destinata a rivelarsi vincente, considerato che dalle prime pedalate con protagonisti una decina di ragazzini si è passati alla realizzazione di una propria pista di allenamento, con i numeri degli iscritti in continuo aumento anno dopo anno, fino a tagliare il “traguardo” più importante: la convenzione con il Comune di Ghisalba e il Parco del Serio, nel 2012, grazie alla quale è stato possibile realizzare, su un’ area lungo il fiume Serio data in concessione, il “bike park” destinato a far compiere “un’impennata” alla crescita dell’associazione.

Arnosto, benvenuti nel minuscolo borgo di pietra
e legno dove il tempo si è fermato al Medioevo

Arnosto, benvenuti nel minuscolo borgo di pietra <br/> e legno dove il tempo si è fermato al Medioevo

La macchina del tempo esiste. E a chi percorre le strade della Valle Imagna offre l’opportunità di raggiungere addirittura il Medioevo, periodo al quale risale la costruzione del piccolissimo borgo di Arnosto, frazione di Fuipiano, capace di conservare, dopo secoli, il suo fascino originale. Un piccolissimo “concentrato” di edifici in pietra e legno

Valli Legend, la leggenda su due ruote è pronta
a rivivere. E la corsa per essere al via è già partita

Valli Legend, la leggenda su due ruote è pronta <br/> a rivivere. E la corsa per essere al via è già partita

Guzzi, Gilera, Hercules, Jawa, Ktm, MZ, Mi-Val, Puch, Swm, Zündapp: moto che hanno scritto la storia dell’enduro ma anche, con il rumore dei propri motori, la colonna sonora delle più affascinanti competizioni andate in scena in tutto il mondo. Prima fra tutte lo straordinario spettacolo su due ruote rappresentato dalla “Valli Bergamasche”, una delle competizioni motociclistiche più famose di sempre. Motori che torneranno a far sentire i propri inconfondibili suoni, autentiche melodie per le orecchie di ogni pilota, il 5, 6 e 7 giugno 2026 quando a Selvino prenderà il via la “Valli Legend” (nome nuovo per la gara antica) organizzata dalla Scuderia Norelli in collaborazione di altri tre moto club amici e dedicata alla memoria di Tullio Masserini, grande campione vincitore della Valli Bergamasche 1959, nonché ex presidente della Scuderia Norelli. Un nome nuovo per una vecchia corsa diventata uno degli appuntamenti imperdibili Un nuovo evento organizzato per far rivivere questa leggenda su due ruote in uno dei territori più iconici al mondo quando si parla di enduro (la Bergamasca, appunto) che ha già visto accendersi i motori dell’organizzazione, fra moduli di partecipazione da preparare e inviare e tracciati da disegnare, fra una montagna di autorizzazioni da ottenere e accordi da definire con bar e ristoranti pronti a ‘fare il pieno’ di piloti e spettatori, senza dimenticare la ricerca degli “addetti al percorso”, i mitici volontari pronti a predisporre perché tutto sia preparato e avvenga nel migliore dei modi e, soprattutto, a “ripulire” come sempre ogni metro di sentiero […]

Daniele Belotti, il leghista bergamasco che con il suo
libro ha acceso le “luci rosse” sulla vita di Montecitorio

Daniele Belotti, il leghista bergamasco che con il suo <br/> libro ha acceso le “luci rosse” sulla vita di Montecitorio

“Quello che leggerete in questo ignobile libello nei quasi 80 anni di storia repubblicana non lo aveva mai rivelato nessuno” . Sono bastate queste pochissime parole di “presentazione” per scatenare una vera e propria caccia ad accaparrarsi  una copia del libro “L’onorevole mononeuronico”, scritto dall’ex consigliere regionale e poi  deputato leghista bergamasco Daniele Belotti che ha scelto con cura il “sottotitolo” del libro per scatenare ancor di più la curiosità: “Quello che nessuno ha mai rivelato sul “postribolo” di Montecitorio”, con quel sostantivo maschile ormai scomparso dal linguaggio comune il cui significato è però chiarissimo: casa di prostituzione.  Insomma, un “bordello” , politicamente parlando,

Rotonda di San Tomé, angeli e demoni vegliano
insieme su segreti che forse nessuno svelerà mai

Rotonda di San Tomé, angeli e demoni vegliano <br/> insieme su segreti che forse nessuno svelerà mai

Monaci, pellegrini e cavalieri intenti a pregare in un luogo semioscuro, circondati da canti gregoriani, animali fantastici, figure demoniache ed angeliche, croci e strani simboli alle pareti. L’atmosfera mistica e misteriosa che, tra il X ed il XIII secolo, si respirava negli edifici di culto doveva essere più o meno questa. Siamo in pieno Medioevo e il periodo artistico, espresso soprattutto attraverso l’architettura sacra, è quello del Romanico. Ampiamente diffusa sul territorio italiano, l’arte romanica ha trovato rispondenza nella Bergamasca con varie definizioni architettoniche che non solo primeggiano in ambito regionale e nazionale, ma sono anche in grado di suscitare l’interesse di estimatori di ogni parte del mondo. Tra di esse spicca, per particolarità e unicità, la Rotonda di San Tomé di Almenno San Bartolomeo, a una manciata di chilometri da Bergamo. Immersa in un ambiente naturale e arroccata sul dirupo creato dal Tornago, il torrente che scorre a valle, San Tomè (o Ecclesiae Sanctae Tomei) appare immediatamente al visitatore come un edificio assolutamente non comune, grazie alla sua forma circolare a tre piani concentrici sovrapposti che si restringono dal basso verso l’alto. Tuttavia è l’osservazione dei dettagli a far comprendere

Teatro Sociale, lo spettacolo più affascinante
è quello “messo in scena” dalla sua architettura

Teatro Sociale, lo spettacolo più affascinante <br/> è quello “messo in scena” dalla sua architettura

Quella che stiamo per raccontare potrebbe essere la trama di un romanzo della scrittrice britannica Jane Austin, condito con le vicissitudini di svariati personaggi e che termina sempre con un lieto fine. L’ambientazione è la Bergamo dell’inizio Ottocento e i protagonisti sono: il Teatro Sociale, gli aristocratici, i ricchi borghesi, i migliori architetti, artigiani e decoratori del tempo. La storia nasce dal desiderio di un folto gruppo di nobili e borghesi bergamaschi di restituire alla Città Alta quella supremazia che la costruzione del Teatro Riccardi (l’attuale Teatro Donizetti) le insidiava. Grazie all’incarico conferito a Leopoldo Pollack (1751-1806), architetto considerato tra i maggiori esponenti del Neoclassicismo dell’epoca, e al lavoro dei migliori artigiani, nel 1807 venne inaugurato il “Teatro della Società” (oggi conosciuto come “Teatro Sociale”).  Allievo di Giuseppe Piermarini (col quale collaborò nella progettazione del Teatro alla Scala di Milano), Pollack era stato architetto della Casa d’Austria e, con il regime napoleonico, aveva inizialmente spostato la sua attività dall’area milanese verso la provincia e in particolare a Bergamo dove, in breve tempo, era diventato l’architetto preferito dall’alta borghesia e dall’aristocrazia. Tra i maggiori interventi in Bergamasca vanno annoverati la progettazione di Palazzo Agosti Grumelli a Bergamo e della Villa Pesenti Agliardi a Sombreno, alcuni interventi nel Palazzo Medolago Albani di Città Alta, il progetto per il carcere di Sant’Agata ed il recupero del Castello Montecchio a Credaro. Un teatro all’italiana ma con la platea alla francese L’architetto scelse di progettare un teatro all’italiana, con più ordini di palchi, che realizzava […]

Castello di Urgnano, i suoi passaggi segreti
guidano attraverso un mondo di misteri

Castello di Urgnano, i suoi passaggi segreti <br/> guidano attraverso un mondo di misteri

Il fascino dei passaggi segreti che conducevano nel cuore della fortezza, dove aveva la sua residenza il signore, quello dei trabocchetti che proteggevano il nucleo del castello e i suoi abitanti, e poi il mistero del ritratto di un uomo dalla lunga barba, fatto forse a Leonardo da Vinci che sarebbe stato ospite di Ludovico il Moro proprio per studiare il sistema difensivo della struttura, fra i più inattaccabili del tempo. Sono solo alcuni dei motivi  per visitare la Rocca di Urgnano, magnifica e imponente costruzione nata con funzioni difensive, trasformata in castello dai Visconti e destinata, nella sua lunghissima storia, a ospitare re, regine e vari personaggi illustri tra i quali, molto probabilmente, anche il genio di Vinci. Un maniero in grado di far viaggiare i visitatori nel tempo, fino al lontanissimo 1016 quando,  secondo un’antica pergamena conservata nella biblioteca civica di Bergamo, esisteva già un castello a Urgnano. La posizione in cui sorge la Rocca fu sicuramente determinata da scelte strategiche in quanto si trova in pianura all’incrocio tra due importanti vie di comunicazione: la strada “Francesca”, che ancora oggi unisce Milano a Brescia, e la “Cremasca” che congiunge Bergamo a Crema. La Rocca venne contesa aspramente tra varie illustri famiglie, tra le quali gli Hohenstaufen (di cui fu illustre membro Federico I detto il Barbarossa) che la cedettero ai Visconti. Passò poi agli Sforza, alla Repubblica di Venezia e al condottiero bergamasco Bartolomeo Colleoni che, a sua volta, la vendette al suo segretario Abondio Longhi. Fu infine acquistata da una […]

Ex Monastero di Astino, il gioiello architettonico
incastonato nel verde di una valle da sogno

Ex Monastero di Astino, il gioiello architettonico <br/> incastonato nel verde di una valle da sogno

Un gioiello architettonico incastonato nel verde tra il bosco dell’Allegrezza e il colle della Benaglia: è il Monastero di Astino, fondato nel 1107 dai monaci toscani di Vallombrosa e completato oltre 400 anni dopo con la costruzione del grande torrione di sud-ovest che sovrasta la vallata. Un tesoro rimasto per un periodo lunghissimo in stato d’abbandono fino a quando, nel 2013, sono iniziati i lavori di restauro decisi dalla Mia, la Congregazione della Misericordia Maggiore, che lo aveva acquistato nel 2007, e che lo hanno restituito al suo antico splendore.

Selvino 5, 6 e 7 giugno

Bergamo Capitale Mondiale dell’Enduro 2025
riaccende i motori per l'evento leggendario
delle moto d'epoca

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FantAtalanta

Con questa rubrica vogliamo raccontare il mondo nerazzurro in ogni sua sfaccettatura, portandovi a scoprire anche le curiosità più insolite e i "fuori programma" che ne segnano il percorso, come le stranezze di un calendario che "dimentica" un esonero. Un viaggio tra cuore e cronaca, per conoscere da vicino l’anima e le vicende più autentiche della Dea.

Bergamo com'era?

Ci sono molti modi per raccontare una città, per far conoscere la sua anima, la sua evoluzione e i segreti celati dietro ogni angolo. Uno dei più potenti è farlo attraverso l'immagine, uno scatto capace di fermare il tempo e ricordare luoghi, monumenti e veicoli. Con questa rubrica "Bergamo d'Epoca: Angoli Nascosti e Memorie Trasformate", proponiamo una collezione di scatti storici: vi riporteremo tra i binari dei vecchi tram, in frazioni diventate quartieri, davanti ad edifici scomparsi e in prati diventati città. È un viaggio emozionante per riscoprire il volto più intimo e a volte sbiadito di luohi dimenticati di Bergamo.

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Ex Monastero di Astino

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Gleno

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Aldo Descrovi

Aldo Descrovi

l’ex pilota che si è messo in testa di dover proteggere la sicurezza dei motociclisti

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Raccontatevi in un video

Ci sono molti modi per raccontarsi, per far conoscere la propria attività, la propria offerta, commerciale o professionale, ma anche la propria storia, la propria esperienza, la propria professionalità, la propria passione. Uno di questi modi è farlo attraverso un video capace di moltiplicare esponenzialmente la visibilità di ogni attività anche grazie all'utilizzo dei social network…

Scopri come fare

Per migliorare la vita di tutti

Questo spazio è dedicato a chiunque voglia suggerire agli amministratori possibili iniziative per migliorare la vita di tutti i cittadini

A chi, bollette alla mano,
dimostra che ha bruciato, illuminato e quindi inquinato meno

Su un sito dedicato al mondo del mattone, dal nome decisamente simpatico, casavuoisapere.it, un signore che si chiama Vincenzo Vecchio e che da sempre si occupa di case (scrivendone su Il Sole 24 Ore)

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Professionisti

Scegliere a quale professionista (dall'artigiano, come può essere un elettricista, un idraulico o un falegname all'avvocato, al commercialista ma anche al medico....) affidarsi per un lavoro in casa o in ufficio, una pratica complicata, o magari per un problema serio di salute, non è sempre facile. Il madeinbergamo ha deciso di aiutare i propri lettori selezionando, sulla base di un'esperienza personale e dunque i una conoscenza “diretta” o, su segnalazione di operatori del settore, alcuni nominativi.

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Artigiani

Fabbri, falegnami, vetrai, imbianchini, idraulici, elettricisti, parquettisti e piastrellisti, installatori e manutentori d’impianti di riscaldamento o raffrescamento, impianti antifurto o domotici, antennisti, professionisti nel trattamento di cotto, parquet e marmo, nelle disinfestazioni, del giardinaggi… Chi cerca un artigiano per eseguire lavori in casa, in ufficio, in negozio qui può trovare un’ampia offerta…

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