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“Il futuro si trova nelle mani di coloro che possono dare alle nuove generazioni buoni motivi per vivere e sperare”, ha affermato un celebre filosofo gesuita. Basterebbe sostituire la parola motivi con il termine strumenti e i due verbi con un terzo, lavorare – nel caso specifico gestendo un’impresa –  per riassumere la “filosofia” del nuovo progetto che un gruppo di professionisti da sempre protagonisti, con le rispettive attività, nelle province di Brescia e Bergamo hanno realizzato per far sì che il passaggio generazionale nelle aziende avvenga nel modo più semplice e “positivo” assicurando, appunto, un futuro. Un progetto che racconta il suo obiettivo fin dal nome, “L’Impresa Continua” e che i quattro ideatori e soci (Giangiacomo Alborghetti avvocato di Palazzolo Sull’Oglio abituale frequentatore delle aule del tribunale di Bergamo dove ha numerosi clienti; Umberto Bisesti commercialista e Alessandro Bonamano ingegnere gestionale, anche loro di Palazzolo e a loro volta abituati a “varcare” il fiume per raggiungere, per lavoro, la sponda bergamasca; Dario Poma, esperto di e-commerce che invece in bergamasca è nato e vive, a Credaro) hanno già avuto modo di presentare di fronte a una platea di imprenditori bresciani e bergamaschi organizzata proprio “sul confine”, a Palazzolo appunto. Un primo incontro, con la prospettiva di organizzarne un secondo subito dopo l’estate a Bergamo, durante il quale è stato illustrato innanzitutto il “motivo” per il quale è stata avviata la nuova iniziativa professionale: “far vivere e sperare le aziende”, come ha affermato Giangiacomo Alborghetti parafrasando il pensiero di Pierre Teilhard de Chardin.

Il cambio al volante dell’azienda fra padre e figli (o nipoti) causa spesso “incidenti”

“In Italia, migliaia di aziende familiari si trovano oggi davanti a una delle prove più delicate della loro storia: il passaggio generazionale. Un momento che non riguarda soltanto la successione nella proprietà, ma coinvolge leadership, organizzazione, patrimonio, rapporti familiari e continuità aziendale”, spiega Giangiacomo Alborghetti riassumendo i temi affrontati nelle  oltre due ore di presentazione in occasione del primo d’incontro al termine del quale un primo gruppo di imprenditori ,non più in età verdissima, ha subito deciso di fissare un appuntamento per un approfondimento. Dimostrando di aver perfettamente compreso l’importanza del “passaggio del testimone” in azienda per consentirle di proseguire la propria corsa sui mercati.

Avere un “navigatore” multisciplinare al fianco indica la strada vincente

“Ed è proprio da questa consapevolezza che si è chiaramente percepita anche da questa prima riunione che è nato il progetto L’Impresa Continua”, prosegue Giangiacomo Alborghetti, “un modello multidisciplinare che affianca non solo imprenditori ma anche  manager interni e consulenti esterni  nella gestione di una transizione spesso sottovalutata ma decisiva per la sopravvivenza del “marchio”. I dati confermano infatti che solo una minoranza delle aziende familiari riesce a superare con successo il cambio di generazione”.

Obiettivo principale: ridurre il rischio di conflitti e garantire la migliore governance …

Dal “problema”, apparso fin da subito chiarissimo per tutti, alla possibile soluzione, resa comprensibilissima dalla presentazione supportata dalla proiezione si slide. “Il percorso richiede competenze che spaziano dal diritto societario alla fiscalità, dalla finanza aziendale all’organizzazione interna”, prosegue nel proprio “riassunto” del mini convegno Giangiacomo Alborghetti. “Strumenti come donazioni d’azienda, conferimenti, holding familiari e patti di famiglia consentono di pianificare il trasferimento del patrimonio imprenditoriale, riducendo il rischio di conflitti e garantendo la continuità della governance. Numerosi casi italiani dimostrano quanto possa essere elevato il prezzo della mancata pianificazione. Le vicende di storiche  famiglie d’imprenditori che hanno scritto la storia dell’industria e del commercio d’Italia  evidenziano come tensioni familiari, assenza di regole condivise e carenza di dialogo possano compromettere anche realtà imprenditoriali di assoluto successo”.

… attraverso l’organizzazione, la pianificazione, monitorando gli equilibri aziendali

Ma al di là degli agli aspetti legali, ci sono molti altri temi che assumono un ruolo centrale in questo “passaggio generazionale guidato”: “A partire dalla pianificazione economico-finanziaria e dal business plan. Le nuove normative sulla gestione d’impresa richiedono infatti assetti organizzativi adeguati e strumenti capaci di monitorare tempestivamente gli equilibri aziendali. Budget, analisi finanziarie e indicatori di bilancio diventano così elementi indispensabili per accompagnare la nuova generazione nelle scelte strategiche.

Il ricambio delle risorse umane  deve trasferire competenze, la comunicazione interna garantire stabilità

Ultimo, ma non certo per importanza, il “capitolo umano”…. “Un altro fattore spesso trascurato riguarda le persone. Dipendenti, collaboratori e manager rappresentano il vero patrimonio dell’azienda. Un passaggio generazionale efficace deve quindi prevedere una gestione attenta delle risorse umane, del trasferimento delle competenze e della comunicazione interna, per evitare dispersione di know-how e garantire stabilità operativa. In definitiva, il passaggio generazionale non può più essere considerato un evento improvviso da affrontare all’ultimo momento. È un processo strategico che richiede preparazione, metodo e una visione di lungo periodo. Pianificare oggi significa preservare domani il valore costruito da una vita di lavoro, trasformando il cambio generazionale da rischio a opportunità di crescita e sviluppo”.