0:00 / 0:00

Il “complimento” più incredibile è arrivato, via social, da un giovane tailandese, paragonandolo addirittura a un angolo del Parco nazionale di Khao Sok, una delle grandi attrazioni turistiche del Paese del Sude Est asiatico, con la sua foresta pluviale fra le più antiche del pianeta e le pareti calcaree della montagna che s’innalzano dall’acqua dal colore dei Caraibi fino a 400 metri d’altezza. Panorami, quelli offerti dal celebra parco a un centinaio di chilometri a nord dell’isola di Phuket, che il giovane cittadino asiatico ha ritrovato a quasi 9300 chilometri di distanza, costeggiando la Baia del Bogn, sponda bergamasca del lago d’Iseo, tra Riva di Solto e Castro. Rimanendo talmente sorpreso, ma anche emozionato, da decidere di “raccontarlo” immediatamente con un breve commento in cui si legge che “l’acqua verde smeraldo, le imponenti scogliere di calcare e l’atmosfera tranquilla sembravano proprio alla Thailandia”, con “l’acqua cristallina perfetta per un bagno” ma anche con “un’altra esperienza davvero unica da vivere percorrendo il sentiero attraverso il tunnel di roccia”. Una vera gemma nascosta sul lago d’Iseo”, come l’ha definita, che ha lasciato stupefatte del resto  moltissime altre persone approdate sulle rive di quello che in un video social  (protagonista in meno di 72 ore di un vero mare di visualizzazioni , oltre 145 mila) ha definito il “mare di Bergamo”. Parola di Cristina Mazzucchelli, che con tanto d’improbabili  pinne calzate già sull’asfalto della strada, ha deciso di guidare gli amanti dell’acqua alla scoperta di questo angolo della sponda occidentale del lago reso unico dal calcare, ossia rocce essenzialmente composte di carbonato di calcio, che si è formato oltre 150 milioni di anni fa e che, grazie ai movimenti delle rocce spinte dall’azione di grandi forze provenienti dall’interno del pianeta, le famose “spinte tettoniche”, si è inclinato creando un effetto paesaggistico straordinario. Al punto da essere paragonato a un angolo di Thailandia