Gli abiti, le giacche e i pantaloni, ma anche i giacconi tecnici e allo stesso tempo dallo stile unico che accolgono il cliente appena entrato in negozio appartengono al genere d’abbigliamento dal quale lo sguardo di chi ama abbinare stile e comfortm l’eleganza con la praticità non riesce a staccarsi, così come del resto accade per i maglioni e le camice che fanno bella mostra sugli scaffali, o per le calzature al piano superiore. Ma è indubbio che ad attirare l’attenzione è soprattutto una vecchia maglietta a strisce nerazzurre, appesa a una parete: una “divisa storica” dell’Atalanta, quella di inizi anni 90 di Claudio Caniggia ed Evair in attacco, di Glenn Strömberg ed Eligio Nicolini a centrocampo. Un “capo” che racconta l’intramontabile “fede” calcistica del suo titolare, ma anche un vanto che lui, Diego Pedrali, da 45 anni “mister” de “L’Uomo Più “ di Torre Boldone, sottolinea prima d’ogni cosa: “l’orgoglio d’essere stato il primo a vestire la Dea, fornendo agli allora dirigenti, primo fra tutti il cavalier Giacomo Randazzo (che quel titolo se lo meritava tutto anche per lo stile nel rapportarsi con chiunque), l’abito blu e la camicia bianca, la cravatta. Abito fatto realizzare da un fantastico sarto fatto venire dal sottoscritto appositamente da Cagliari, camicia di Bagutta, regimental con il piccolo lo stemma nerazzurro”, come precisa Diego Pedrali, che dalla tribuna dello stadio la domenica ammirava con emozione, durante l’intervallo, le immagini della squadra con la “sua divisa”, grazie allo spot pubblicitario realizzato insieme con “il leggendario Ardizzone, storico speaker del Comunale”.
In negozio venivano i calciatori e un mare di tifosi, per vestirsi come loro
Una campagna pubblicitaria destinata a far approdare nel negozio alle porte di Bergamo un vero e proprio mare di tifosi, spesso grazie a un passaparola che annunciava la presenza di uno o più calciatori: un’occasione unica per farsi fare un autografo, ma spesso anche per vestirsi come i propri idoli. “Calciatori che in diversi casi sapevano indossare i vari capi davvero con grande stile e personalità”, ricorda Diego Pedrali, “come nel caso, per esempio di Roberto Rambaudi o Maurizio Ganz, nonostante quest’ultimo non fosse fisicoamente troppo prestante,
Il calciatore nerazzurro più elegante di sempre? Probabilmente Alessio Tacchinardi
e soprattutto di Alessio Tacchinardi che ancora oggi è sempre elegantissimo nella sua nuova veste di commentatore televisivo che seguo sempre. Perfetto in ogni dettaglio, come decenni fa, anche se non lo vesto più io…” Così come eleganti il titolare deL’Uomo Più, ricorda anche ” altri uomini della società: da Maurizio Bucarelli a Mino Favini, straordinario talent scout e grandissimo signore come il cavalier Giacomo Randazzo, persone inimitabili per stile anche nel comportamento.
L’atalantino che mi piacerebbe vestire oggi? Carnesecchi
Un atalantino di oggi che mi piacerebbe vestire? Senza dubbio Marco Carnesecchi, ma anche Raoul Bellanova….”. Due calciatori per i quali Diego Pedrali avrebbe tra l’altro già in mente alcuni capi da consigliare: da quelli eleganti a quelli sportivi che da sempre fanno parte del “guardaroba” del negozio di Torre Boldone ,
Il primo negozio di Bergamo a esporre in vetrina i mitici jeans Jeckerson
“primo nella storia di Bergamo a esporre in vetrina i jeans Jeckerson” come ricorda ancora con orgoglio l’uomo che ha vestito intere generazioni di clienti. Rimasti “fedeli” in alcuni casi fin dall’apertura e spesso pronti ad accompagnare nei decenni negli acquisti i figli e addirittura i nipoti, sicuri di avere sempre il miglior prodotto ma anche il miglior consiglio sugli abbinamenti. Clienti pronti perfino a cambiare le proprie abitudini e il proprio “credo” in fatto di vestiario.
L’esperienza e il gusto trasformano il venditore nel più prezioso consigliere per ogni cliente….
Come un notissimo imprenditore, conosciutissimo non solo per l’azienda di famiglia che guida ma anche per altri ruoli ricoperti nella vita pubblica della città, uomo “dal fisico asciutto, facile da vestire come non capita troppo spesso” che, ricorda Diego Pedrali, “era stato assolutamente irremovibile nelle sue prime visite in negozio nel chiedere sempre pantaloni grigi, di varie tonalità, giacche blu e camicia in tinta unita, bianca o azzurra”, prima che il suo nuovo consigliere di fiducia riuscisse a “colorargli l’armadio. Perfino, con pantaloni tecnici per andare in azienda il sabato, addirittura con una camicia fiorata per un aperitivo estivo serale …”. Camice uniche, come quella, bellissima, in cotone Madras, che Milly, storica “aiutante” in campo insieme con Paolo, scomparso prematuramente, ha appena finito di far indossare a un manichino.
Un artigiano bolognese realizza camice su misura e personalizzate
“Quelle me le realizza, su misura e personalizzandole sulla base delle indicazioni del cliente in tema di tessuto, bottoni, cuciture, un artigiano bolognese insuperabile, autore di una camicia in jeans slavata e smangiata lungo polsi andata letteralmente a ruba”, come prosegue Diego Pedrali, mentre spostandosi attraverso il negozio dove ha trascorso una vita mostra i pantaloni di Pt 80, brand torinese creato dal fratello del politico Piero Fassino, i maglioni della collezione Zanone , gli abiti, le camicie Sonrisa e, ancor , i capi invernali di Herno, prima di salire al piano superiore per prendere una scarpa dell’azienda artigianale che in assoluto ama più di ogni altra: Botti, maestro toscano nell’arte della calzatura. Marchi sinonimo di qualità assoluta, così come tutti i brand presenti oggi e che Diego Pedrali elenca, rigorosamente in ordine alfabetico, senza dimenticarne neppure uno: Bagutta, Botti, D.A.T.E.., De Laurentis, Eleventy, Herno, Kangra, Incotex, La Fileria, La Torre, Pt 80, Shibuya, Roy Rogers, Sonrisa, The Jack, Tricker’s, Zanone. Così come ricorda a memoria l’”attacco”di un articolo giornalistico dedicatogli anni fa e di cui ha conservato un ritaglio: “Forse la trascuratezza nel vestire non sarà un suicidio morale, come affermava invece Honoré de Balzac nel suo “ Trattato della vita elegante”, scritto nel 1830, ma di certo oggi sarebbe un delitto non vestirsi con cura, viste le migliaia di opportunità che la moda offre all’uomo per sentirsi sempre inappuntabile, sia che scelga di vestire elegante, sportivo, casual, offrendo un tocco di classe e originalità a chiunque”. Delitto che si può facilmente evitare di compiere semplicemente varcando la soglia, appunto, de L’Uomo Più, lungo la via che a Torre Boldone sale verso il ristorante Don Luis, e che nei suoi 45 anni di attività è stato capace di rappresentare un punto di riferimento per uomini diversi per età e stile di vita grazie all’esperienza unica maturata da un protagonista assoluto dell’arte del vestire. Un negozio campione di stile.