Camminare in mezzo alla natura, ma anche in mezzo alla storia, spesso terribile e spietata che la montagna può regalare. Se volete provarci potete scegliere una escursione tutt’altro che impegnativa lungo i sentieri della Val di Scalve con partenza dalla frazione di Pianezza (Vilminore di Scalve), a 1267 metri di altitudine, e arrivo ai resti della tristemente famosa diga del Gleno (1534 metri di altitudine), crollata il primo dicembre del 1923. Un’escursione di meno di due ore totali lungo il sentiero 411, in grado di regalare il piacere del relax assicurato dalla natura incontaminata e le emozioni forti legate ai resti dell’imponente opera distrutta dalla potenza delle acque. La diga sventrata che si può osservare dal sentiero trasmette perfettamente ai visitatori la portata della forza distruttrice dell’enorme massa d’acqua e fango che, nel dicembre del 1923, ha rotto gli argini artificiali per scaraventarsi fino al Lago d’Iseo distruggendo tutto ciò che si trovava davanti. I morti ufficiali sono stati 360, ma in realtà il numero è ben più alto. Camminando nei boschi che hanno subito l’ingiuria di quella incredibile massa d’acqua lanciata a folle velocità, è ancora possibile trovare i segni della tragedia. Tornando all’escursione e ai giorni nostri, i più allenati possono anche allungare la camminata prendendo il sentiero numero 410 e arrivando, dopo aver percorso il fondovalle, fino al Passo di Belviso posto a 2518 metri di altitudine, che mette in comunicazione la Val Gleno con il versante valtellinese delle Orobie. (Foto Rosanna)
Valtorta, dal mulino “macinate” chilometri
L’antico mulino ad acqua, perfettamente conservato, con la grande pala in ferro che sporge dalla parete, visibilissima dalla piazzetta sottostante dalla quale i turisti di fermano per scattare la fotografia, cercando di immortalare sia l’edificio sia l’acqua che scende saltando dalle terrazze a fianco, è uno di quegli angoli incantati e senza tempo che ognuno vorrebbe scoprire visitando un borgo storico. Valtorta, minuscolo paesino, con meno di 300 abitanti, al confine fra la Valle Brembana e la Valsassina, ai piedi del pizzo dei Tre Signori, passaggio obbligato quando da qui passava la via del ferro, di angoli incantati ne offre anche altri: oltre al mulino (con poche decine di metri più sopra l’edificio in legno della segheria) offre per esempio una straordinaria minuscola chiesetta con attigua l’altrettanto affascinante torre quadrata: la chiesetta detta appunto della Torre, raggiungibile attraverso un breve tragitto lungo una stradina a gradoni.
Gandino, quei merletti sono opere d’arte
Se mai servisse una conferma del fatto che l’Italia possieda un patrimonio artistico immenso, buona parte del quale, però, ancora pressoché sconosciuto ai più o troppo poco valorizzato, è sufficiente visitare gli edifici storici o i piccoli musei di borghi e cittadine sparse lungo tutto lo stivale. Gandino, comune della Valseriana a una ventina di chilometri da Bergamo, è un esempio significativo di quanta ricchezza artistica si possa concentrare in un piccolo contesto geografico e sociale. Connotata, da secoli, da una forte religiosità e da una spiccata dedizione al lavoro, la comunità identifica ancora oggi nell’imponente Basilica di Santa Maria Assunta e nella parrocchia di Gandino il fulcro attorno a cui ruota la vita sociale del paese. Sin dall’epoca medievale, l’edificio di culto è stato oggetto di numerose elargizioni che hanno permesso alla basilica di dotarsi di importanti opere d’arte e di abbellirsi con paramenti sacri di fattura sempre più raffinata. Ci sono oltre 300 preziosi merletti dal XVI al XX secolo…. Tali donazioni erano spesso un segno di gratitudine e riconoscenza a Dio da parte alcune famiglie che commerciavano panni lana gandinesi, la cui qualità era apprezzata non solo in Italia ma anche, e soprattutto, nei Paesi della Mitteleuropa. Non si può non citare il casato dei Giovanelli, la cui ricchezza raggiunse un’entità tale da far nascere vere e proprie leggende come quella secondo cui la famiglia avesse il vezzo di mettersi a tavola sedendo su grossi sacchi di monete d’oro. … provenienti dal territorio ma anche dalle Fiandre… Ovviamente, oltre alla disponibilità finanziaria, […]
Via Mercatorum, per camminare nel tempo
Una rete di antiche mulattiere che attraversano le montagne della Val Seriana e della Val Brembana con un comune punto d’arrivo: il mercato che aveva luogo sotto i porticati delle case di Cornello dei Tasso, autentico crocevia dei traffici di merci fra l’alta Valle Brembana e la Valtellina, allora territorio svizzero. Era questa la “Via Mercatorum”, il tragitto che veniva percorso dai mercanti del Medioevo prima che venisse costruita una strada più veloce e comoda, la Via Priula, realizzata sotto la dominazione veneziana. Una rete di antiche mulattiere che in futuro potrebbe consentire di far viaggiare non più merci ma turisti, valorizzando le tante località (e le attività aperte sul territorio) che s’incontrano lungo il suo percorso, seguendo l’esempio di un tragitto diventato famoso in tutto il mondo, il “Cammino di Santiago di Compostela, intreccio di itinerari che a partire dal Medioevo i pellegrini hanno percorso attraverso l’Europa per giungere alla Cattedrale dove sarebbero custodite le reliquie di San Giacomo e che ha contribuito a far conoscere a milioni di visitatori l’ “offerta turistica” delle regioni attraversate. Un esempio, quello delle strade francesi e spagnole che compongono l’itinerario religioso più famoso al mondo (lungo 800 chilometri nel suo percorso più conosciuto e dichiarato Patrimonio dell’umanità dall’Unesco) partendo dal quale l’associazione “Via Mercatorum” ha elaborato un progetto di valorizzazione del territorio attraversato dall’omonimo percorso che, partendo da Nembro, sale a Selvino per portarsi in Valle Brembana attraverso la Val Serina e risalire fino al Passo del Verrobbio e Passo San Marco. Un […]
Brembate Sopra, la torre che sale fino al sole
Allacciate le cinture. Si parte per un indimenticabile viaggio durante il quale sarete catapultati nello spazio e trasportati tra i crateri e i monti lunari, attraverso gli anelli di Saturno e i satelliti di Giove, le fugaci nebulose e le stelle. Un’esperienza imperdibile per tutti coloro, grandi e bambini, che amano la scienza e sono curiosi di conoscere come funziona il nostro sistema solare. Per coprire anni luce in pochi minuti, basta fare qualche chilometro e arrivare a Brembate Sopra, dove si trova La Torre del Sole, uno dei parchi astronomici più completi d’Italia. … e quindi entrammo a rivedere le stelle Il suo scopo è quello di avvicinare il pubblico al mondo della scienze astronomiche attraverso un percorso didattico che coinvolge direttamente i visitatori. In parole semplici, un piccolo viaggio nell’universo con i piedi ben piantati a terra. Dalla torre è possibile vedere meglio il sole Se le stelle, anziché brillare continuamente nel cielo, non si potessero vedere che da un solo punto della terra, gli uomini vi si recherebbero per contemplare le meraviglie dei cieli. Partendo da questa idea un po’ folle, Natale Suardi prima e Davide Del Prato poi, hanno pensato: «Perché, anziché demolire l’ormai inutile torre dell’aquedotto al centro del paese, non la utilizziamo per installarci un telescopio?». Così, nel marzo del 2008, è nata La Torre del Sole, un parco dell’astronomia dotato delle più moderne strumentazioni. La struttura è ricavata da una vecchia cisterna ristrutturata secondo le necessità di un parco scientifico moderno e dispone di […]
Historic Gran Prix, sulle mura si viaggia nel tempo
Prendete un percorso medievale, che si snoda per quasi tre chilometri lungo una cinta di possenti mura fortificate, elette patrimonio dell’ Unesco, attraversato secoli fa in sella o su carri trainati da cavalli per raggiungere la “città alta”. E ora aggiungete migliaia di potentissimi cavalli imbrigliati questa volta sotto il cofano delle più potenti auto sportive che quel circuito nel 1935 l’hanno invece percorso a folli velocità, come fece una delle più grandi leggende delle quattro ruote, Tazio Nuvolari, che quella corsa da brividi, su quel circuito che lui stesso definì “sublime” e destinato a entrare nella leggenda, la vinse nel 1935 tuffandosi a capofitto, al volante della sua Alfa Romeo P3, sulla discesa della Boccola per poi imboccare, al termine del rettilineo della Fara l’impegnativa curva con cambio di pendenza e immettersi con l’acceleratore pigiato a tutta sull’imponente Viale delle Mura. Ecco “servita”, a distanza di quasi 90 anni, la ricetta di un evento sportivo, il Gran Premio di Bergamo, diventato leggendario.
Vedeseta, in passerella sfilano le miss con le corna
Hanno già conquistato la “fascia di miss” sulle passerelle di Valtorta, Serina, Dossena, Branzi, Taleggio, Camerata Cornello, Roncola, e Parco dei Colli e ora si apprestano all’ultima sfilata, quella che incoronerà la Regina e la Reginetta 2023. Sono le manze e le mucche da latte che sabato 21 ottobre nel piazzale davanti alla Cooperativa Agricola Sant’Antonio a Vedeseta, si contenderanno la vittoria della decima edizione del concorso “ Finalissima Regina e Reginetta di razza Bruna delle Valli Bergamasche”, nato una decina di anni fa per volontà di Damiano Orfeo, allora assessore della Comunità Montana Valle Brembana, e di un gruppo di allevatori locali e diventato un appuntamento imperdibile non solo per moltissimi allevatori ma anche per chi, semplicemente, ama questi bellissimi animali.
I tesori di Bergamo? Non c’è solo Città Alta…
Il fascino unico di Città Alta, col suo borgo storico difeso nei secoli da una cinta di mura tanto possenti quanto affascinanti; il colle di San Vigilio, raggiungibile salendo su una funicolare a fune che sembra viaggiare a ritroso nel tempo, e che accompagna a poche decine di metri dall’ingresso del vecchio castello; la bellezza del Centro Piacentiniano; i capolavori custoditi alla Pinacoteca Carrara. Sono solo alcuni dei tesori di Bergamo, città che molti turisti hanno avuto l’opportunità di scoprire grazie anche al boom dell’aeroporto Caravaggio di Orio Al serio, a una manciata di minuti dalla città. E che dovrebbero scoprire anche molti bergamaschi, all’oscuro di tanti angoli de sogno della propria città… Città Alta, salirci con la vecchia funicolare è come viaggiare a ritroso nel tempo Dici Bergamo e pensi immediatamente a Città Alta, arroccata sul colle, ai suoi tesori protetti nei secoli dalle possenti mura: piazza Vecchia, capace d’incantare un mostro sacro dell’architettura come Le Corbusier, e piazza del Duomo, il Palazzo della Ragione, il Palazzo del Podestà, Santa Maria Maggiore e la Cappella Colleoni, il Teatro sociale. Tesori che i turisti possono raggiungere salendo nel borgo storico sulla vecchia funicolare, mezzo di trasporto capace di far viaggiare a ritroso nel passato. Non è un caso che il nome Bergamo significhi insediamento sul colle, circondato dalle imponenti Mura Veneziane, con i grandissimi bastioni, a difendere quella che è divenuta l’icona di Bergamo, scrigno di gioielli architettonici unici al mondo, sede di musei e pinacoteche, ma anche fucina di […]
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Passeggiando alla scoperta di Bergamo e di nuove opportunità per fare shopping, trovare servizi….
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Con questa rubrica vogliamo raccontare il mondo nerazzurro in ogni sua sfaccettatura, portandovi a scoprire anche le curiosità più insolite e i "fuori programma" che ne segnano il percorso, come le stranezze di un calendario che "dimentica" un esonero. Un viaggio tra cuore e cronaca, per conoscere da vicino l’anima e le vicende più autentiche della Dea.
Ci sono molti modi per raccontare una città, per far conoscere la sua anima, la sua evoluzione e i segreti celati dietro ogni angolo. Uno dei più potenti è farlo attraverso l'immagine, uno scatto capace di fermare il tempo e ricordare luoghi, monumenti e veicoli. Con questa rubrica "Bergamo d'Epoca: Angoli Nascosti e Memorie Trasformate", proponiamo una collezione di scatti storici: vi riporteremo tra i binari dei vecchi tram, in frazioni diventate quartieri, davanti ad edifici scomparsi e in prati diventati città. È un viaggio emozionante per riscoprire il volto più intimo e a volte sbiadito di luohi dimenticati di Bergamo.
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Ex Monastero di Astino
Il gioiello architettonico incastonato nel verde di una valle da sogno
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Parco dei Colli
Il paradiso in terra minacciato dall'inferno di cemento della nuova strada
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Aldo Descrovi
l’ex pilota che si è messo in testa di dover proteggere la sicurezza dei motociclisti
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Ci sono molti modi per raccontarsi, per far conoscere la propria attività, la propria offerta, commerciale o professionale, ma anche la propria storia, la propria esperienza, la propria professionalità, la propria passione. Uno di questi modi è farlo attraverso un video capace di moltiplicare esponenzialmente la visibilità di ogni attività anche grazie all'utilizzo dei social network…
Scopri come farePer migliorare la vita di tutti
Questo spazio è dedicato a chiunque voglia suggerire agli amministratori possibili iniziative per migliorare la vita di tutti i cittadini
A chi, bollette alla mano,
dimostra che ha bruciato, illuminato e quindi inquinato meno
Su un sito dedicato al mondo del mattone, dal nome decisamente simpatico, casavuoisapere.it, un signore che si chiama Vincenzo Vecchio e che da sempre si occupa di case (scrivendone su Il Sole 24 Ore)
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Scegliere a quale professionista (dall'artigiano, come può essere un elettricista, un idraulico o un falegname all'avvocato, al commercialista ma anche al medico....) affidarsi per un lavoro in casa o in ufficio, una pratica complicata, o magari per un problema serio di salute, non è sempre facile. Il madeinbergamo ha deciso di aiutare i propri lettori selezionando, sulla base di un'esperienza personale e dunque i una conoscenza “diretta” o, su segnalazione di operatori del settore, alcuni nominativi.
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