“Ho giurato di non stare mai in silenzio, in qualunque luogo e in qualunque situazione in cui degli esseri umani siano costretti a subire sofferenze e umiliazioni. Dobbiamo sempre schierarci. La neutralità favorisce l’oppressore, mai la vittima. Il silenzio aiuta il carnefice, mai il torturato”. La frase di Elie Wiesel, scrittore  e attivista per i diritti umani sopravvissuto ai campi di concentramento di Auschwitz e Buchenwald, premio Nobel per la pace nel 1986 come “messaggero per l’umanità”, è un messaggio che si adatta alla perfezione per  “raccontare” lo Sportello pubblico contro la violenza sulle donne di Bergamo (parte della R.I.T.A., […]