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Un itinerario ad anello che parte da Lizzola, sale ai rifugi Campel e Mirtillo, raggiunge il Passo della Manina e scende verso le Piane di Lizzola. Un’escursione panoramica che permette di scoprire alcuni degli scorci più belli dell’alta Val Seriana, tra pascoli d’alta quota, rifugi panoramici e grandi cime orobiche. Durante la salita, tra i panorami che si aprono sulla valle, si riescono a vedere anche le Cascate del Serio sul versante opposto, anche se fuori dai giorni di apertura il salto può ridursi a un semplice filo d’acqua.

Se state cercando un’escursione panoramica ma accessibile nelle Orobie bergamasche, l’anello della Manina da Lizzola è uno di quei percorsi capaci di unire fatica, silenzio e paesaggi che cambiano continuamente lungo il cammino. Si parte dal fondovalle, si attraversano i pendii del comprensorio sciistico, si sale oltre il limite del bosco e si arriva a camminare sospesi tra la Val Seriana e la Val di Scalve, con lo sguardo che corre dalle grandi vette fino ai pascoli più dolci delle Piane.

La partenza da Lizzola e la salita verso il Rifugio Campel

Il punto di partenza è il parcheggio nei pressi del cimitero di Lizzola, frazione di Valbondione situata ai piedi delle montagne più alte delle Orobie. Lasciate alle spalle le ultime case del paese, il sentiero si stacca subito sulla sinistra del camposanto e prende quota con decisione seguendo la sterrata che risale il versante della montagna lungo il comprensorio sciistico.

Il sentiero prende subito quota con decisione. Il bosco accompagna i primi minuti di cammino, mentre alle spalle la vista inizia già ad aprirsi sull’abitato di Lizzola e sulla valle sottostante.

Dopo circa 30-40 minuti si raggiunge il Rifugio Campel, situato a quota 1.500 metri in località Asta della Corna. Qui vale la pena fermarsi qualche minuto: il panorama inizia a diventare davvero ampio e nelle giornate più limpide si distinguono chiaramente alcune delle cime più conosciute delle Orobie, come il Pizzo Coca e il Pizzo Redorta.

Dal Campel al Rifugio Mirtillo: la parte più impegnativa dell’escursione

Lasciato il Campel, il percorso continua a salire con maggiore decisione. Il tracciato segue i pendii aperti della montagna e guadagna rapidamente quota attraverso il versante che in inverno ospita le piste da sci.

Questo è il tratto più faticoso dell’intero anello: il dislivello si fa sentire e il sentiero richiede un minimo di allenamento, soprattutto nelle giornate più calde. Salendo di quota gli alberi iniziano a diradarsi e il paesaggio diventa sempre più aperto.

Con un passo tranquillo si raggiunge il Rifugio Mirtillo in circa un’ora e mezza dalla partenza. Situato a quasi 2.000 metri di quota, il rifugio domina dall’alto la conca di Lizzola con una vista ampia sulle montagne della testata della Val Seriana.

Da qui la vista spazia sulle montagne della testata della Val Seriana, tra creste rocciose, valloni verdi e pareti che nelle giornate limpide sembrano vicinissime.

Il Passo della Manina e la storica cappella

Dopo la sosta al Mirtillo, il sentiero prosegue con un piacevole traverso in quota verso il Passo della Manina, uno dei valichi più conosciuti delle Orobie bergamasche. Il sentiero non è impegnativo, ma se ha piovuto nei giorni precedenti risulta fangoso e molto scivoloso.

Da qui il percorso continua con un tratto più dolce e panoramico.”Il percorso si sviluppa lungo un ampio anfiteatro naturale sospeso tra la Val Seriana e la Val di Scalve, con la vista che si apre verso la Presolana, il Pizzo Camino e le montagne che circondano Lizzola.

In poco tempo si raggiunge la piccola Cappella della Manina, costruita in posizione panoramica proprio accanto al valico. È un luogo semplice ma molto suggestivo, legato alla storia e al passato minerario di queste montagne. Fermarsi qui, circondati dal silenzio e dal vento che attraversa il passo, regala una piacevole sensazione di pace.

La discesa verso le Piane di Lizzola

Dal Passo della Manina inizia la lunga discesa che riporta verso il fondovalle attraversando le Piane di Lizzola, una vasta conca verde dall’aspetto tranquillo e quasi isolato.

Il sentiero perde quota gradualmente, abbandonando gli ambienti più aperti dell’alta montagna per rientrare tra prati, pascoli e tratti boschivi. Il rumore dell’acqua accompagna spesso il cammino, mentre il paesaggio diventa sempre più dolce man mano che ci si avvicina al torrente e al fondovalle.

Le Piane di Lizzola sono uno dei tratti più tranquilli dell’escursione: uno spazio ampio e silenzioso dove la montagna sembra rallentare il ritmo e invitare a godersi con calma gli ultimi chilometri dell’escursione.
Nei periodi estivi è aperto anche il chiosco degli alpini, dove è possibile fermarsi a mangiare qualcosa.
Lungo il torrente ci sono diversi punti adatti per una sosta o un pic-nic e, nelle giornate più calde, qualcuno prova anche a immergere i piedi nell’acqua gelida del torrente.

Il rientro a Lizzola

Seguendo il sentiero che costeggia il torrente, si rientra infine verso Lizzola chiudendo l’anello proprio nel punto da cui era iniziata la camminata.

Scheda Tecnica

Adatto a: Escursionisti con un minimo di allenamento alla salita, famiglie con ragazzi abituati a camminare, amanti dei panorami d’alta quota e della fotografia.
Partenza: Lizzola (Valbondione) – Parcheggio nei pressi del cimitero (circa 1.250 m).
Sentieri: CAI 307 (da Lizzola al Rifugio Campel / Mirtillo), CAI 401 (traverso verso la Manina), CAI 308 (discesa dal Passo della Manina verso le Piane di Lizzola e rientro al parcheggio).
Dislivello: Circa 750 metri in positivo (e altrettanti in discesa).
Tempo di percorrenza: 3 ore e 30 minuti (a buon passo di cammino effettivo). Fino a 4 ore e mezza per chi se la prende con più calma o fa qualche sosta.
Punti di appoggio: Rifugio Campel (1.500 m) e Rifugio Mirtillo (1.950 m).
Difficoltà: E (Escursionistico). Il percorso non presenta difficoltà tecniche o tratti esposti, ma richiede un buon passo e abitudine al dislivello, concentrato soprattutto nella prima metà dell’itinerario.