Sull’etichetta, decisamente attraente e incollata su una bottiglia che possiede il “physique du role” perfetto per il tipo di prodotto contenuto, il gin, spicca la scritta Doa, che sta per Distilleria orobica autonoma. Un acronimo che un simpatico bevitore, amante del gin e dei cockatil che lo vedono protagonista, ha “riletto” in modo diverso, ovvero “distilliamo ottimi alcolici”. Per l’esattezza superalcolici e, per essere ancora più precisi, gin. Due “versioni” di gin: il London Dry Gin, per gli amanti del “prodotto più classico”,
Amaryllis, il centro medico che passo
dopo passo cura ossa e muscoli, cuore e polmoni
Nell’antica Roma era una dea, Abeona, a proteggere i primi passi mossi dai bambini, vegliando su di loro perché non si facessero del male. Nella moderna Bergamo è invece una donna in carne e ossa a proteggere la camminata di chiunque, dall’età più giovane a quella più avanzata, impedendo che una postura sbagliata e un’errato movimento nel compiere ogni passo, possa causare problemi fisici e di salute. Perché se è vero che camminare: apparentemente è la cosa più normale e facile del mondo, è altrettanto certo che farlo male, senza accorgersene, può avere conseguenze anche spiacevoli, mentre correggere il proprio passo può riservare straordinarie sorprese: al cuore, ai muscoli, alle ossa, alla respirazione…. Il “primo passo”? Il test che ti dice se cammini in modo sano o no Tutte cose che l’ “erede terrena della divinità romana”, Cristina Ghisalberti, diplomata Isef , laurea in Scienze motorie master in Chinesiologia titolare con Maria Elena Graziotto del centro Amaryllis di via Baioni a Bergamo, spiega ogni volta ai nuovi visitatori del suo centro, dopo averli sottoposto a un semplicissimo test che racconta se una persona cammina in modo “sano” o no. Utilizzando un semplice strumento che si chiama sensore inerziale e viene legato attorno alla vita e che trasmette a un computer una vera e propria “tac” delle condizioni di salute di ogni movimento fatto compiendo pochi passi nella sala esercizi de centro. “Pochi secondi sufficienti a un sofisticato software per osservare una persona camminare e analizzare eventuali fattori responsabili di danni al […]
Bottega del coltello, dedicata a chi sogna
di dare un taglio alle solite lame
Il “pezzo” più pregiato che ha venduto è stato un coltello chiudibile realizzato da un artigiano statunitense in acciaio e titanio, con decorazioni fatte dalla moglie, artista specializzata nel settore: un “pezzo” che un cliente non ha esitato un solo istante a pagare 15mila euro. Ma nel suo negozio, una delle attività storiche della città, aperta 60 anni fa, sono “passate” centinaia di altri “coltelli d’autore” realizzati, oltre che in Italia, in Giappone, negli Stati Uniti, in Francia, Svezia, Sud Africa, Germania, Russia. Praticamente da mezzo mondo. E in mezzo mondo venduti: dall’Australia alla Nuova Zelanda,
Gelateria Verderosa, Snoopy qui avrebbe
trascorso tutta la vita leccandola
Forse aveva ragione Snoopy, il celebre cagnolino di Charles Schulz, quando affermava che la vita è come un cono gelato e che bisogna imparare a leccarla. Di certo leccando un cono di gelato la vita appare più bella. Per capirlo basta fermarsi qualche minuto davanti all’ingresso della gelateria Verderosa, in via Cesare Battisti 11 a Bergamo, e scrutare le facce di bambini, ragazzi, adulti che escono assaggiando voluttuosamente il cono, o assaporando la porzione prelevata con il cucchiaino dalla coppa L’assoluta qualità inizia dalle materie prime Facce che esprimono felicità, soddisfazione. Per aver trovato il gusto preferito, per averne assaggiato uno nuovo fidandosi dei suggerimenti del gelataio, per la sensazione di freschezza che quel cono ( o coppetta) sa dare in una giornata calda… Ma anche al pensiero che quella “cosa” buonissima che si sta assaporando fa anche bene. Già, perché, come ormai i dietologi insegnano da tempo, il gelato è anche un ottimo alimento. A condizione, ovvio, che venga fatto nel migliore dei modi, con i migliori prodotti, come da sempre fa non i responsabili della gelateria di Via Battisti, il cui nome ormai è diventato per moltissimi sinonimo stesso di gelateria, come avviene solo per i migliori “brand”! Avete assaggiato un cono riso e cannella o fichi e mascarpone? Clienti diventati, cono dopo cono, dei fedelissimi, autentici fan del “Verderosa”, incapaci di resistere alle specialità della casa (riso e cannella, fichi e mascarpone, malaga, cassata alla ricotta fresca, pinoli), ai più classici gusti come la stracciatella, il cioccolato, […]
Daniele Belotti, il leghista bergamasco che con il suo
libro ha acceso le “luci rosse” sulla vita di Montecitorio
“Quello che leggerete in questo ignobile libello nei quasi 80 anni di storia repubblicana non lo aveva mai rivelato nessuno” . Sono bastate queste pochissime parole di “presentazione” per scatenare una vera e propria caccia ad accaparrarsi una copia del libro “L’onorevole mononeuronico”, scritto dall’ex consigliere regionale e poi deputato leghista bergamasco Daniele Belotti che ha scelto con cura il “sottotitolo” del libro per scatenare ancor di più la curiosità: “Quello che nessuno ha mai rivelato sul “postribolo” di Montecitorio”, con quel sostantivo maschile ormai scomparso dal linguaggio comune il cui significato è però chiarissimo: casa di prostituzione. Insomma, un “bordello” , politicamente parlando,
Rotonda di San Tomé, angeli e demoni vegliano
insieme su segreti che forse nessuno svelerà mai
Monaci, pellegrini e cavalieri intenti a pregare in un luogo semioscuro, circondati da canti gregoriani, animali fantastici, figure demoniache ed angeliche, croci e strani simboli alle pareti. L’atmosfera mistica e misteriosa che, tra il X ed il XIII secolo, si respirava negli edifici di culto doveva essere più o meno questa. Siamo in pieno Medioevo e il periodo artistico, espresso soprattutto attraverso l’architettura sacra, è quello del Romanico. Ampiamente diffusa sul territorio italiano, l’arte romanica ha trovato rispondenza nella Bergamasca con varie definizioni architettoniche che non solo primeggiano in ambito regionale e nazionale, ma sono anche in grado di suscitare l’interesse di estimatori di ogni parte del mondo. Tra di esse spicca, per particolarità e unicità, la Rotonda di San Tomé di Almenno San Bartolomeo, a una manciata di chilometri da Bergamo. Immersa in un ambiente naturale e arroccata sul dirupo creato dal Tornago, il torrente che scorre a valle, San Tomè (o Ecclesiae Sanctae Tomei) appare immediatamente al visitatore come un edificio assolutamente non comune, grazie alla sua forma circolare a tre piani concentrici sovrapposti che si restringono dal basso verso l’alto. Tuttavia è l’osservazione dei dettagli a far comprendere
Teatro Sociale, lo spettacolo più affascinante
è quello “messo in scena” dalla sua architettura
Quella che stiamo per raccontare potrebbe essere la trama di un romanzo della scrittrice britannica Jane Austin, condito con le vicissitudini di svariati personaggi e che termina sempre con un lieto fine. L’ambientazione è la Bergamo dell’inizio Ottocento e i protagonisti sono: il Teatro Sociale, gli aristocratici, i ricchi borghesi, i migliori architetti, artigiani e decoratori del tempo. La storia nasce dal desiderio di un folto gruppo di nobili e borghesi bergamaschi di restituire alla Città Alta quella supremazia che la costruzione del Teatro Riccardi (l’attuale Teatro Donizetti) le insidiava. Grazie all’incarico conferito a Leopoldo Pollack (1751-1806), architetto considerato tra i maggiori esponenti del Neoclassicismo dell’epoca, e al lavoro dei migliori artigiani, nel 1807 venne inaugurato il “Teatro della Società” (oggi conosciuto come “Teatro Sociale”). Allievo di Giuseppe Piermarini (col quale collaborò nella progettazione del Teatro alla Scala di Milano), Pollack era stato architetto della Casa d’Austria e, con il regime napoleonico, aveva inizialmente spostato la sua attività dall’area milanese verso la provincia e in particolare a Bergamo dove, in breve tempo, era diventato l’architetto preferito dall’alta borghesia e dall’aristocrazia. Tra i maggiori interventi in Bergamasca vanno annoverati la progettazione di Palazzo Agosti Grumelli a Bergamo e della Villa Pesenti Agliardi a Sombreno, alcuni interventi nel Palazzo Medolago Albani di Città Alta, il progetto per il carcere di Sant’Agata ed il recupero del Castello Montecchio a Credaro. Un teatro all’italiana ma con la platea alla francese L’architetto scelse di progettare un teatro all’italiana, con più ordini di palchi, che realizzava […]
Castello di Urgnano, i suoi passaggi segreti
guidano attraverso un mondo di misteri
Il fascino dei passaggi segreti che conducevano nel cuore della fortezza, dove aveva la sua residenza il signore, quello dei trabocchetti che proteggevano il nucleo del castello e i suoi abitanti, e poi il mistero del ritratto di un uomo dalla lunga barba, fatto forse a Leonardo da Vinci che sarebbe stato ospite di Ludovico il Moro proprio per studiare il sistema difensivo della struttura, fra i più inattaccabili del tempo. Sono solo alcuni dei motivi per visitare la Rocca di Urgnano, magnifica e imponente costruzione nata con funzioni difensive, trasformata in castello dai Visconti e destinata, nella sua lunghissima storia, a ospitare re, regine e vari personaggi illustri tra i quali, molto probabilmente, anche il genio di Vinci. Un maniero in grado di far viaggiare i visitatori nel tempo, fino al lontanissimo 1016 quando, secondo un’antica pergamena conservata nella biblioteca civica di Bergamo, esisteva già un castello a Urgnano. La posizione in cui sorge la Rocca fu sicuramente determinata da scelte strategiche in quanto si trova in pianura all’incrocio tra due importanti vie di comunicazione: la strada “Francesca”, che ancora oggi unisce Milano a Brescia, e la “Cremasca” che congiunge Bergamo a Crema. La Rocca venne contesa aspramente tra varie illustri famiglie, tra le quali gli Hohenstaufen (di cui fu illustre membro Federico I detto il Barbarossa) che la cedettero ai Visconti. Passò poi agli Sforza, alla Repubblica di Venezia e al condottiero bergamasco Bartolomeo Colleoni che, a sua volta, la vendette al suo segretario Abondio Longhi. Fu infine acquistata da una […]
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Con questa rubrica vogliamo raccontare il mondo nerazzurro in ogni sua sfaccettatura, portandovi a scoprire anche le curiosità più insolite e i "fuori programma" che ne segnano il percorso, come le stranezze di un calendario che "dimentica" un esonero. Un viaggio tra cuore e cronaca, per conoscere da vicino l’anima e le vicende più autentiche della Dea.
Ci sono molti modi per raccontare una città, per far conoscere la sua anima, la sua evoluzione e i segreti celati dietro ogni angolo. Uno dei più potenti è farlo attraverso l'immagine, uno scatto capace di fermare il tempo e ricordare luoghi, monumenti e veicoli. Con questa rubrica "Bergamo d'Epoca: Angoli Nascosti e Memorie Trasformate", proponiamo una collezione di scatti storici: vi riporteremo tra i binari dei vecchi tram, in frazioni diventate quartieri, davanti ad edifici scomparsi e in prati diventati città. È un viaggio emozionante per riscoprire il volto più intimo e a volte sbiadito di luohi dimenticati di Bergamo.
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Ex Monastero di Astino
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Aldo Descrovi
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Ci sono molti modi per raccontarsi, per far conoscere la propria attività, la propria offerta, commerciale o professionale, ma anche la propria storia, la propria esperienza, la propria professionalità, la propria passione. Uno di questi modi è farlo attraverso un video capace di moltiplicare esponenzialmente la visibilità di ogni attività anche grazie all'utilizzo dei social network…
Scopri come farePer migliorare la vita di tutti
Questo spazio è dedicato a chiunque voglia suggerire agli amministratori possibili iniziative per migliorare la vita di tutti i cittadini
A chi, bollette alla mano,
dimostra che ha bruciato, illuminato e quindi inquinato meno
Su un sito dedicato al mondo del mattone, dal nome decisamente simpatico, casavuoisapere.it, un signore che si chiama Vincenzo Vecchio e che da sempre si occupa di case (scrivendone su Il Sole 24 Ore)
Leggi l'articoloProfessionisti
Scegliere a quale professionista (dall'artigiano, come può essere un elettricista, un idraulico o un falegname all'avvocato, al commercialista ma anche al medico....) affidarsi per un lavoro in casa o in ufficio, una pratica complicata, o magari per un problema serio di salute, non è sempre facile. Il madeinbergamo ha deciso di aiutare i propri lettori selezionando, sulla base di un'esperienza personale e dunque i una conoscenza “diretta” o, su segnalazione di operatori del settore, alcuni nominativi.
Scopri di chi abbiamo parlatoArtigiani
Fabbri, falegnami, vetrai, imbianchini, idraulici, elettricisti, parquettisti e piastrellisti, installatori e manutentori d’impianti di riscaldamento o raffrescamento, impianti antifurto o domotici, antennisti, professionisti nel trattamento di cotto, parquet e marmo, nelle disinfestazioni, del giardinaggi… Chi cerca un artigiano per eseguire lavori in casa, in ufficio, in negozio qui può trovare un’ampia offerta…
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