Paganessi, l’abilità dell’orafo impreziosisce i gioielli

A chi gli chiede quale sia il suo gioiello più prezioso, Gianluigi Paganessi risponde senza esitare: sua figlia Chiara. Ed è impossibile dargli torto, guardando i due occhi azzurro turchese incastonati in un viso circondato di boccoli d'oro. Ma se è vero che agli occhi di un padre nessun gioiello può apparire più prezioso della propria figlia, è altrettanto vero che Gianluigi Paganessi è il "papà" di centinaia di altri straordinari gioielli creati nel corso di una carriera iniziata quasi per caso. Prima in un piccolo laboratorio artigiano in via Pignolo e, dal 2001, nel nuovo negozio di via Sant'Alessandro 4, all'interno di una riservata galleria di un' elegante casa ottocentesca, punto d'approdo per decine d'innamorati che vogliono stupire la propria "lei" senza sbagliare, ma anche di appassionati di pietre e di clienti che desiderano gioielli assolutamente unici e personalizzati. Oggetti frutto di una sensibilità e di un gusto unici, uniti a un'abilità manuale naturale, affinata subito dopo gli studi, non sul "banchetto" di un orafo, ma nelle officine dove Gianluigi Paganessi, campione europeo di motociclismo e ottimo pilota di rally, preparava le proprie moto e auto alla vigilia di ogni corsa.

Una passione nata per caso e cresciuta a tutta velocità

Già, perchè la carriera di artigiano orafo di Gianluigi Paganessi è nata davvero per caso ed è legata a doppio filo alla passione per i motori. Era il 1992 e il giovane campione (ha studiato ingegneria meccanica motoristica a Modena) aveva deciso di aiutare un amico, scultore, incapace di risolvere un problema tecnico legato alla fusione di una nuova opera. Un problema di sfiati d'aria che il giovane pilota (vincitore nel 1977 del titolo europeo di moto regolarità e protagonista, al volante di una A112 Abarth e di una Opel Kadett GTE, di numerosi campionati di rally) alla fine aveva risolto. E così, durante le visite nel laboratorio dell'amico scultore, si è innamorato della lavorazione dei metalli preziosi che ha cominciato a forgiare per gioco, con martello e scalpello, sbalzando sterline in oro.

Il matrimonio fra metalli preziosi e splendide pietre è sempre felicissimo

Uno di quei primissimi lavori a sbalzo è ancora custodito oggi in una delle eleganti bacheche che arredano la gioielleria di via Sant'Alessandro, insieme a monili che fanno sognare centinaia di donne di ogni età: collane, orecchini, anelli, bracciali che vengono proposti con straordinaria lavorazione e splendidi abbinamenti fra metalli nobili e pietre preziose. A cominciare dall'oro bianco, particolarmente amato da Gianluigi Paganessi, perché, spiega "si presta più di qualsiasi altro metallo per esaltare la bellezza dei diamanti e la lavorazione del gioiello". E se nella graduatoria delle pietre preziose preferite dall'orafo il posto più alto spetta allo zaffiro, "una pietra unica, dal colore blu vellutato",  seguito dai diamanti colorati, il lavoro che Gianluigi Paganessi ricorda con particolare emozione è invece un paio di orecchini di grandi zaffiri con contorno di cuori di diamanti. Un gioiello frutto della creatività dell'uomo, ma anche della precisione delle più moderne tecnologie.

Le più moderne tecnologie fanno risplendere l'antica arte orafa

Nel laboratorio dove nascono i gioielli di Gianluigi Paganessi, a pochi centimetri di distanza gli uni dall'altro, si trovano infatti strumenti da lavoro rimasti identici da secoli e un sofisticatissimo programma Cad Cam che consente di progettare tridimensionalmente a computer i nuovi gioielli. Una macchina straordinaria capace di risolvere qualsiasi problema: dalla progettazione alla sgrossatura delle cere. Un computer che non ha alcun segreto per l'ex studente in ingegneria al quale  molti commercianti di pietre  si rivolgono per ideare e realizzare montature da favola.

Il vero stile sta nell'equilibrio che cancella ogni ostentazione

E proprio una fantastica favola moderna sembra la storia di questo orafo gioielliere artigiano che rappresenta "l'espressione esemplare di un talento naturale maturato spontaneamente nel mondo della gioielleria",  come ha scritto in una presentazione un noto critico d'arte. Aggiungendo che i suoi gioielli "non sono mai ostentati, nonostante la loro importanza e la ricchezza di gemme con cui sono costruiti, trovando sempre un'equilibrata compostezza nella forma".  Compostezza che si trova non solo nei suoi lavori ma anche nel carattere di Gianluigi Paganessi  che può godere, tra l'altro, dei preziosi consigli della moglie Lorella, da sempre grande appassionata di pietre preziose e monili. Non per nulla è la mamma di Chiara,  "il più straordinario gioiello di famiglia".

Testo realizzato da Baskerville srl Comunicazione & Immagine per www.ilmadeinbergamo.it

1 Risposta

  1. Carla

    Acquamarine davvero splendide!

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