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Engel & Völkers, vender case è questione di stile

Ci sono immobili che hanno un mercato spesso solo interno;  altri che possono averlo nazionale; e altri ancora che possono addirittura varcare i confini per attirare l’interesse di investitore da diversi Paesi del mondo. Nel “portafogli immobiliare” di Bergamo e provincia  ci sono numerosi palazzi d’epoca e lussuose ville capaci di trasformarsi in un potenziale “affare” per cittadini, società, fondi stranieri. Numerosi, fra questi immobili, fanno bella mostra di se affissi alle pareti di Engel & Völkers, agenzia immobiliare specializzata negli immobili di prestigio che ha aperto i battenti due anni fa nella centralissima Largo Belotti 34. Una delle importanti pedine mosse sullo scacchiere immobiliare internazionale disegnato dai titolari del gruppo fondato 40 anni fa in Germania e cresciuto fino a diventare uno dei principali operatori internazionali.

L'agenzia rimasta affascinata da Città Alta e dai colli

“Nato ad Amburgo  e sviluppatosi in modo capillare in tutta la Germania prima di espandersi aprendo le proprie sedi in diverse aree del pianeta, il gruppo è approdato anche in Italia dove  ha letteralmente compiuto passi da gigante, aprendo una cinquantina di filiali nelle principali città e in luoghi unici”, spiega Francesco Tassoni, licence partner  di “E&V” come viene abitualmente chiamato il gruppo immobiliare. “Città dal fascino unico al mondo come Firenze, Roma, Venezia, ma anche Milano; località turistiche come Porto Cervo, Ischia, Taormina, o come Cernobbio, sul Lago Maggiore, solo per citarne alcune.

Alla scoperta dei gioielli immobiliari incastonati nel territorio

Città alle quali due anni fa si è aggiunta Bergamo che col fascino delle sue dimore d’epoca non solo nel capoluogo in particolar modo nella Città alta e sui colli, ma anche in provincia, cela autentiche perle immobiliari”. Gioelli dell’architettura che i responsabili di  Engel & Völkers hanno accuratamente selezionato, per mesi, per poi proporle su un mercato mondiale.

Gli edifici più affascinanti raccontati su una rivista in 7 lingue

“Il grande valore aggiunto, la straordinaria diversità della nostra proposta sta proprio nel far conoscere queste dimore storiche e ville a un mercato  internazionale, tramite la condivisione delle proposte con la nostra rete, mettendo in vetrina gli immobili d’autore attraverso il nostro portale Internet ma anche, per esempio, attraverso una prestigiosissima rivista, GG Magazine, edita in ben sette lingue, dedicata al “Finest Real Estate Worldeide”. Affascinanti “anteprime”, mostrate attraverso servizi fotografici affidati ai più grandi artisti del “click”, destinate in più d’un caso a sfociare in un sopralluogo. Ed è così, sottolinea con soddisfazione Francesco Tassoni, “che abbiamo potuto spalancare le porte di antichi palazzi ma anche di moderne ville, veri e propri simboli del lusso abbinato al comfort e alla tecnologia della domotica più avanzata tecnologicamente,  a potenziali acquirenti provenienti dalla Germania e dalla Spagna, ma anche dall’America e dal Brasile”.

Gli immobili più eleganti non hanno risentito troppo della crisi

“Facoltosi clienti stranieri che hanno mostrato di apprezzare non solo la bellezza del singolo immobile, ma anche il contesto di una città d’arte e di un territorio dai molti tesori paesaggistici che grazie anche ai sei mesi di Exposono divenuti familiari  a sempre più cittadini stranieri”. Nuovi potenziali clienti da aggiungere a quelli “tradizionali”, soprattutto bergamaschi e milanesi che, conclude Francesco Tassoni, “non sono stati particolarmente frenati dalla crisi immobiliare.

I superattici? Sono la “merce” immobiliare più pregiata che esista

L’immobile di pregio sfugge ad alcune delle regole di mercato che contraddistinguono tutti gli altri, come del resto conferma il fatto che se oggi, come agenzia, disponessimo di 20 o 30 superattici in centro o nelle aree più eleganti, tipologia immobiliare sempre in testa alla hit parade delle richieste,  probabilmente  li venderemmo tutti. Certo, anche il cliente più facoltoso oggi va “a caccia dell’affare”, sa che può ottenere condizioni diverse rispetto a sette o otto anni fa. Ma a far scattare la molla, a far decidere per l’acquisto non è principalmente il fattore economico. È soprattutto l’emozione, è il feeling che scatta immediatamente fra chi stava cercando un tipo ben preciso di  immobile e l’ha trovato…”.

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