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Balzer ha riaperto. Riaccenderà il centro?

La sua chiusura era stata letta da moltissimi bergamaschi come una condanna definitiva per il centro di Bergamo, come la conferma che la "vita" nel cuore della città bassa era ormai destinata a morire. Ora la riapertura del Balzer, avvenuta sabato 31 gennaio con un'affollatissima cerimonia d'inaugurazione, è già stata letta da moltissime persone come il segnale di una possibile rinascita del centro. Anche perché il Balzer ha rappresentato, per decenni, il principale motore della vita sul Sentierone e nella città bassa, il luogo dove darsi appuntamento per bere un americano secco o un latte di mandorle, per assaggiare uno dei leggendari panini con la crema di pollo, per far colazione con cappuccino e brioches d'autore, per acquistare una polenta e uccelli, una torta o un cabaret di pasticcini da regalare certi di fare una splendida figura… Ma anche il luogo dove andare sapendo già di trovare qualche amico con cui scambiare quattro chiacchiere, a cominciare dal Paolone Impellizzeri, indimenticato e indimenticabile giornalista che per arrivare al Balzer non faceva davvero fatica, abitandoci sopra… Un locale unico, storico, ma che nonostante questo solamente pochi mesi fa sembrava destinato a scrivere l'ultimo capitolo della sua storia, iniziata addirittura nel 1850. A riprendere il filo di quel discorso, riallacciando le trame di un legame fra il Balzer e Bergamo intrecciato così strettamente da risultare inscindibile, ci ha pensato un imprenditore toscano, Giovanni Barghi, titolare di Codesa srl, approdato a Bergamo da Firenze deciso a restituire il Balzer agli antichi splendori. Un progetto che, dopo aver faticosamente arrancato nella fase delle trattative per rilevare il locale dalla multinazionale Air Chef, ha immediatamente accelerato la sua corsa a contratto firmato. Nel giro di poche settimane dietro le serrande abbassate sotto il quadriportico del Sentierone un gruppo di bravissimi artigiani ha lavorato giorno e notte per rinnovare il locale, ma all'insegna della tradizione. Nuovi arredi, un nuovo bancone che segue però il percorso di quello predecente, una nuova disposizione dell'area colazioni, lo spostamento della cassa e del bancone gelato e, soprattutto, nuove tinte chiare alle pareti che si sposano alla perfezione con il legno degli arredi, creando un'atmosfera elegante e senza tempo, capace di essere perfettamente in sintonia col presente, d'essere proiettata nel futuro, ma anche di far viaggiare nel passato. Un passato nel quale possono immergersi, attraverso una stretta e ripida scala a chiocciola in ferro, i pochi fortunati ammessi ad ammirare il laboratorio di pasticceria al piano interrato: un mondo fatato costruito, stanza dopo stanza, su un'area di 800 metri quadrati e capace di raccontare ,oggi ,quanto riuscisse a guardare lontano, decenni fa, la capacità imprenditoriale della famiglia Balzer. Una sorta di laboratorio che sembra essere stato prelevato dall'archeologia della produzione pasticciera artigianale, ma perfettamente funzionante ancora oggi e destinato a esserlo per i prossimi decenni, e talmente bello da spingere Giovanni Barghi a lasciarlo praticamente quasi intatto. Un locale capace di far viaggiare nel tempo i clienti anche grazie alle splendide locandine e manifesti ritrovati durante i lavori di ristrutturazione, o a quelli  messi a disposizione dalla direzione del  vicinissimo Teatro Donizetti. Un modo unico e straordinario per trasformare ogni colazione o aperitivo in un evento capace di regalare emozioni che probabilmente pochissimi altri locali sono in grado di regalare alla propria clientela.

Testo realizzato da Baskerville srl per www.ilmadeinbergamo.it

1 Risposta

  1. Anna

    Serve ben altro per riaccendere il centro. Per esempio iniziative che spingano i bergamaschi a uscire per andare in centro…