Ubi banca, Report racconta tutto quanto non sembra affatto “fare banca per bene”

"Ubi banca, fare banca per bene", recita una campagna pubblicitaria dell'istituto di credito che nel febbraio 2017 ha incorporato la Banca Popolare di Bergamo. Uno slogan apparso  però ben distante dalla "realtà" agli occhi di chi lunedì 1 aprile ha guardato su Rai3 la puntata di Report (cliccate qui per rivedere la puntata) dedicata a Ubi dipingendo uno scenario infarcito di mancanza di controlli sull’antiriciclaggio, paradisi fiscali, patti occulti, addirittura compravendita di armi e, per non farsi mancare nulla, perfino un collegamento con il Banco Ambrosiano e le vicende di Roberto Calvi, morto impiccato sotto il ponte dei Frati neri a Londra, e di Michele Sindona, ucciso da un caffè avvelenato con cianuro in servitogli in prigione. “Report ha scoperto documenti inediti sui conti e sulle società offshore di Ubi, una banca nata dalla fusione di istituti di credito bresciani e bergamaschi e che sarebbe coinvolta in operazioni di compravendita di armi, sebbene annoveri tra i suoi soci con quote minori la Diocesi di Bergamo, le suore Ancelle della Carità di Brescia e decine di altri istituti religiosi”,  si legge nella presentazione della puntata on line sul sito di Report dedicata alla “sacra banca“, come titola il servizio che mostra immagini e interviste con protagonista, fra gli altri, l'economo della Curia di Bergamo monsignor Lucio Carminati. Ma anche il dirigente interno dell’antiriciclaggio che aveva iniziato a fare segnalazioni su alcune “manovre sospette” (c'erano stati richiami per documenti mancanti necessari per le verifiche antiriciclaggio fatti perfino dallo studio Mossack Fonseca) e che racconta di come sia stato trasferito e demansionato.

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