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Hoplon Consulting, le piccole imprese vanno difese

Nell’antica Grecia gli opliti erano i soldati spartani che combattevano fianco a fianco proteggendo con lo scudo il compagno a destra e cercando la protezione di quello a sinistra. Oggi, nella moderna “guerra per conquistare il mercato", i nuovi opliti sono invece avvocati, commercialisti e consulenti d'impresa pronti a difendere i titolari di piccole e medie aziende italiane dai rischi che possono minare la sopravvivenza dell’impresa. Accade con i “soldati” di Hoplon Consulting società di consulenza legale e direzionale nata con l'obiettivo di diffondere cultura aziendalista.  Un  piccolo “esercito” di professionisti, ognuno con la propria specializzazione e competenza,

Una squadra pronta a scendere in campo per  garantire la continuità aziendale e aumentarne i profitti

che ha come obbiettivo garantire la continuità aziendale e aumentarne i profitti, e che è sceso sul “ sul campo di battaglia” anche a Bergamo, guidato da tre professionisti: Giangiacomo Alborghetti consulente legale specializzato nel diritto d’impresa e dei contratti; Marco Randazzo commercialista e consulente di direzione specializzato nella corretta organizzazione aziendale;  Umberto Bisesti ragioniere commercialista specializzato nei sistemi di controllo dell’efficienza e della continuità aziendale.

La prima mossa strategica? Analizzare i possibili punti deboli dell'azienda...

Una squadra di professionisti pronta a disegnare ogni volta una precisa strategia di difesa, costruita analizzando i possibili punti deboli di ogni piccola e media impresa che, spiegano i tre consulenti, “ha più di altre realtà aziendali bisogno di questo servizio perché non è sufficientemente grande e strutturata per avere al suo interno le figure per sostenere l’impatto delle nuove norme e far fronte ai rischi esterni. Aziende spesso guidate da un unico imprenditore che non può fare “tutto da solo” perché così corre il rischio di perdere di vista il suo business, senza aver il tempo a disposizione per sviluppare la sua impresa e garantirle un futuro sostenibile”.

... per evitare che venga messo in pericolo il patrimonio personale dell'amministratore

Aziende di piccole e medie dimensioni che oggi hanno bisogno di poter contare su un alleato anche per far fronte a un nuovo potenziale “pericolo”, rappresentato da una recente  legge che “ha espressamente previsto che l’amministratore di una Srl risponda con il proprio patrimonio personale, e dunque con  casa, automobile, conto corrente, dei debiti che la società non è in grado di onorare.

Quante Srl sanno misurare la continuità aziendale e intercettare gli indizi di crisi?

Hoplon si è fissata fin da subito  l'obiettivo di proteggere l'operato dell'amministratore di Srl da questo nuovo rischio che minaccia imprenditori e revisori chiamati, per legge, a “misurare la continuità aziendale” e “intercettare gli indizi di crisi (e, si badi bene, non le prove della crisi perché sarebbe troppo tardi). Tradotto: affianchiamo le imprese per guidarle nell' utilizzo di un sistema in grado di monitorare l’azienda e prevedere situazioni di pericolo che potrebbero generare la crisi dell’impresa stessa.

Uno speciale  "cruscotto" avverte chi guida l'azienda che qualcosa non funziona

Spesso, in occasione degli incontri che facciamo sul territorio con imprenditori ma anche con responsabili di associazioni di categoria, incontri sui quali chiunque può chiedere informazionihttps://www.hoplonconsulting.it/contatti-1 o telefonando al numero 347 4355789, usiamo un semplice esempio: è come se l’amministratore che guida l’azienda fosse imposto di dotarsi di un cruscotto di controllo in grado di allertarlo se la benzina si stia esaurendo, se la pressione dei pneumatici stia scendendo al di sotto del valore corretto o se la temperatura del motore sia salita oltre i livelli di soglia”. E per spiegare ancora meglio la situazione i tre professionisti di Hoplon  utilizzano un altro esempio: "un caso giudiziario, che ha già visto emettere  una sentenza del tribunale di Milano, che fa capire chiaramente cosa può accadere.”

Ricercare nuovi capitali esterni per ripianare i debiti non evita la condanna

Una vicenda finita nelle aule di giustizia che ha visto protagonista “l’amministratore di una  società che, a fronte di una carenza di liquidità aziendale, si è “limitato” a ricercare nuovi capitali esterni per ripianare i debiti senza attivare un sistema di controllo aziendale ai sensi del nuovo articolo, il numero 2076 del Codice civile. Amministratore  nei confronti del quale il collegio sindacale della società aveva svolto un’azione di responsabilità e che i giudici hanno condannato”. Il finale peggiore per una “storia” iniziata con una crisi d'impresa, come le tantissime che dopo anni di difficoltà economiche e finanziarie aggravate dalla pandemia si sono moltiplicate. “Le ragioni sono ovviamente molteplici e complesse ma, l'inizio è quasi sempre identico e racconta la vicenda di un l’imprenditore che, preso da mille incombenze e impegni , non è più in grado di vedere le strade che conducono al continuo sviluppo della propria impresa, smettendo di innovare e, dunque, crescere.

Un'azienda che non migliora ha già imboccato la strada verso la crisi

Un’azienda statica, che non sta migliorando, è già un’azienda all’inizio di una crisi. Ed esattamente come accade per la salute del proprio corpo, la principale cura è la prevenzione: il piccolo medio imprenditore deve imparare a monitorare e misurare costantemente la sua azienda:

Non conta solo il fatturato, ma anche la marginalità, il livello di soddisfazione dei clienti...

il suo fatturato, la sua marginalità, la soddisfazione dei propri clienti e il clima dei propri dipendenti. Solo misurandosi è possibile capire se si sta muovendo nella giusta direzione, ovvero quella del miglioramento dei profitti, della soddisfazione dei clienti e della partecipazione fattiva dei propri collaboratori agli obbiettivi aziendali.  Una “misurazione” che, concludono i tre partner di Hoplon, “avviene attraverso un nuovo strumento: un cruscotto di controllo, ovvero un software che misura la salute e la continuità aziendale che si basa sulla Balanced scorecard, ovvero una scheda di valutazione bilanciata che consente di misurare i risultati aziendali, evidenziando se sul “piatto” di quella bilancia i conti non tornano, che tiene costantemente sotto controllo tutti quei dati della vita aziendale che certificano che l’azienda è in salute e,

Ritardare a intervenire può voler dire arrivare al punto di non ritorno

laddove questi dati assumano una tendenza negativa, avverte l’amministratore che è necessario intervenire per correggere la rotta. Prima di ritrovarsi di fronte all'ultima evidenza,  che è sempre l’incapacità di far fronte ai debiti aziendali, e che spesso diventa evidente  quando ormai è troppo tardi". Un cruscotto accanto al quale, nella  cabina di guida delle piccole e medie imprese nella quale sono pronti a sedersi, accanto al guidatore, nel ruolo di "navigatori", i consulenti di Hoplon figurano poi altri strumenti che è possibile trovare sul sito www.hoplonconsulting.it o che è possibile farsi raccontare e spiegare meglio dai tre professionisti.

Aumentare i contratti non vuol dire nulla: può anche solo far aumentare le perdite

Come ha deciso di fare, per esempio, “il titolare di un’azienda con un fatturato di alcuni milioni di euro annui e in crescita esponenziale, con  20 dipendenti, che rischiava però di fallire perché non aveva mai affrontato il tema della marginalità del suo operato. E che, non avendo mai misurato i costi, non si era reso conto che in realtà, col passare del tempo, era arrivato a lavorare in perdita e più contratti perfezionava più soldi perdeva. Solo oggi, dopo un importante lavoro di analisi e rinnovamento dei costi e dei processi attutato con Hoplon, realizza gli stessi prodotti generando però utili, proprio grazie al nuovo sistema di controllo e modello di business”. O come un imprenditore che, dopo oltre trent’anni di storia di successi al comando della propria impresa aveva deciso di passare il testimone ai due figli, diventati insieme amministratori ma con con visioni e priorità completamente diverse e con conflitti irrisolti che stavano portando l’azienda verso un futuro fatto di cause in tribunale.

L'impresa più bella è stato assicurare a una storia aziendale un doppio lieto fine

Oggi quell’impresa, attraverso un passaggio generazionale guidato da Hoplon, è tornata di nuovo al vertice della categoria. "E con un "lieto fine"  che va oltre  il bilancio in attivo, con protagonisti i due fratelli che hanno ritrovato serenità ricostruendo un ottimo rapporto fra loro”.

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